Roma, 2 set – Mentre negli Stati Uniti continua a infuriare la polemica che vede sotto accusa Donald Trump, a proposito di documentazioni segrete che l’ex presidente starebbe nascondendo, la magistratura americana continua a colpire anche i suoi sostenitori. Un ex agente di polizia di New York, accusato di aver aggredito le forze dell’ordine durante i disordini di Capitol Hill, è stato condannato a ben 10 anni di carcere. Per quello che la stampa definì un assalto al Campidoglio americano, oggi oltre 850 manifestanti si trovano accusati per il coinvolgimento nella famosa rivolta. Tra questi vi è il 56enne Thomas Webster, ex poliziotto newyorkese già condannato lo scorso maggio con molteplici accuse. Tra queste vi è l’aggressione compiuta contro i suoi ex colleghi, unita ad una condotta violenta dell’ex piedipiatti.

Sbirro vs sbirro

La nuova sentenza emessa ieri, giovedì 1 settembre, a Thomas Webster, è la più pesante che condanna che sia stata inflitta ai rivoltosi di Capitol Hill e, probabilmente, anche tra le più dure della lunga storia delle rivolte in USA. Una giuria federale di New York aveva in precedenza respinto le tesi difensive dell’ex poliziotto, secondo le quali avrebbe agito per legittima difesa. Nelle riprese trasmesse in mondo-visione, però, si vede Webster mentre agita un’asta di metallo contro un agente, colpendone poi un altro a terra. Ma d’altronde, se il luogo comune, anche hollywoodiano, vuole la polizia americana violenta in servizio, lo stesso può avvenire anche nella vita privata o, nel caso di Webster, da dopo congedato.

Il duro verdetto contro Thomas Webster

I magistrati statunitensi hanno accettato invece l’accusa dei pubblici ministeri secondo la quale, Thomas Webster, aveva guidato l’attacco allo schieramento di polizia, oltre che “aver disonorato l’ordine democratico che in servizio ha onorato e protetto“. “Nonostante la sua formazione nel corpo di polizia – continua la sentenza – Webster non ha cercato di contenere la situazione o di lasciare i locali”. Il dipartimento di giustizia, nei documenti del tribunale, conferma poi che “Webster ha trascorso otto minuti a sgomitare tra la folla densamente stipata in modo da potersi posizionare in testa alla rivolta“. La corte americana ha deciso quindi di sospendere gli ultimi 36 mesi del mandato di Webster, in ossequio ai suoi 25 anni di servizio come agente di polizia e soldato.

Arrestato l’avvocato degli Oath Keepers

Il durissimo verdetto contro Thomas Webster, arriva quando le forze dell’ordine hanno arrestato Kellye SoRelle, avvocato del gruppo di estrema destra americano Oath Keepers. I Guardiani del giuramento, o Guardiani della Repubblica, sono una coalizione di personale militare in servizio attivo, veterani e ufficiali impegnati nella difendesa della Costituzione degli Usa. La signora SoRelle è stata incriminata con quattro capi di accusa, sempre in relazione agli attacchi del 6 gennaio 2021, inclusa l’ostruzione alla giustizia. Diversi membri del gruppo Oath Keepers, nei mesi scorsi si sono dichiarati colpevoli delle accuse derivanti dall’attacco al Campidoglio. Molti di essi sono stati immortalati dalle telecamere con equipaggiamento militare e strane “armature” artigianali.

Tempi duri per i sostenitori di Trump

Quella che poteva essere una sana protesta contro i presunti brogli elettorali in favore dell’attuale presidente Joe Biden, si è invece trasformata in un assist al Partito Democratico per criminalizzare il popolo repubblicano. Oggi poi che al governo statunitense dominano i democratici con il loro discutibile presidente, dalla stampa alla magistratura, come possiamo ben vedere anche da questa durissima sentenza, per Trump e i suoi sostenitori il clima si fa sempre più cupo. In tutto questo, però, una domanda sorge spontanea: a quanto ammontano le condanne e il numero di condannati che misero a ferro e fuoco le città americane nelle violente proteste anti-Trump e per l’affermazione del Black Lives Matter?

Andrea Bonazza

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