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Roma, 7 mag – Ha estratto la pistola dalla zaino e ha fatto fuoco, ferendo due studenti di una scuola dell’Idaho (Usa) media e un adulto. Per poi fuggire a gambe levate. Terrorismo? Gesto di un pazzo? Non proprio, a sparare è stata una ragazzina di 11 anni, studentessa di prima media. Un gesto clamoroso quanto inquietante, con una tragedia evitata per un soffio anche grazie a un insegnante intervenuto prontamente per bloccare la ragazzina e riuscendo a toglierle l’arma prima che lo ripetesse. L’istituto è stato poi evacuato e la ragazzina arrestata.

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Una ragazzina di 11 anni che avrebbe potuto compiere l’ennesima strage

Lo sceriffo della contea di Jefferson, Steve Anderson, fa sapere che la studentessa ha sparato più colpi all’interno e all’esterno della scuola media della cittadina di Rigby (circa 4mila abitanti), 95 miglia a sud-ovest del parco nazionale di Yellowstone. “Sto pregando per la vita e la sicurezza di coloro che sono coinvolti nei tragici eventi di oggi”, ha detto Brad Little, governatore dell’Idaho. “Grazie alle nostre forze dell’ordine e ai dirigenti scolastici per i loro sforzi nel rispondere all’incidente”. Le condizioni dei tre feriti non destano però particolari preoccupazioni: l’adulto è infatti già stato dimesso dall’ospedale, mentre i due alunni sono ancora sotto osservazione ma fuori pericolo.

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“Questo è l’incubo peggiore che un sistema scolastico possa vivere”, ha dichiarato il sovrintendente scolastico Chad Martin. Un incubo che questa volta fortunatamente non è diventato realtà, ovvero non si è trasformato nell’ennesima strage in una scuola americana. Sta di fatto che negli Stati Uniti accadono troppo spesso episodi sconcertanti di questo tipo, con ragazzini che riescono a portare a scuola armi e sparano come se nulla fosse.

E non è nemmeno la prima volta che un episodio simile accade in questa scuola di Rigby. Nel 1989 uno studente estrasse una pistola, minacciando compagni di classe e insegnante. Per poi prendere in ostaggio una ragazza di 14 anni. Un’ora dopo la polizia riuscì poi a liberare la ragazza in una chiesa vicino alla scuola.

Eugenio Palazzini

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