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Roma, 31 ago — Il leader della milizia anti-Islam White Rabbits, ritenuto colpevole di cinque capi di imputazione per avere messo a punto l’attentato terrorista al centro islamico di Dar al-Farooq a Bloomington (Minnesota) nel 2017, ha annunciato di identificarsi come una donna. Lo rivela Independent.



Il terrorista cambia sesso

Michael Hari — questo il nome del 50enne attentatore — si fa chiamare ora Emily Claire Hari e ha riferito al giudice che una «combinazione di disforia di genere e disinformazione degradante, anti-musulmana e islamofoba che si è diffusa negli Stati Uniti negli ultimi anni attraverso i social media e Internet» avrebbe alimentato il suo «conflitto interiore sulla propria identità di genere». Secondo quanto riporta lo Star tribune Hari ha chiesto alla corte che gli venga riconosciuta legalmente la propria identità transgender.

Scrive il legale di Hari, Shannon Elkins: «[Hari] desiderava fortemente fare una transizione completa, ma sapeva che sarebbe stata ostracizzata da tutti», è la tesi dell’avvocato. «così, mentre radunava un gruppo disorganizzato di combattenti e parlava di missioni a Cuba e in Venezuela, la signora Hari cercava segretamente “cambio di sesso”, “chirurgia transgender” e “transgender post-operazione” su internet. Mentre acquistava divise militari per le loro “missioni”, acquistava anche vestiti e abiti femminili per un viaggio programmato a Bangkok, in Thailandia, per un intervento chirurgico da uomo a donna. Viveva una doppia vita».

Cinque capi di imputazione

Nel novembre 2020, una giuria federale aveva condannato Hari dopo averlo dichiarato colpevole di tutti e cinque i capi d’accusa relativi all’attentato terrorista alla moschea: danneggiamento di edificio religioso, ostacolo al libero esercizio del credo religioso, associazione a delinquere finalizzata al terrorismo, utilizzo di ordigno esplosivo in un reato di violenza e possesso di ordigno esplosivo non registrato.

Cortocircuiti celestiali

L’America sta ora con il fiato sospeso in vista del 13 settembre, giorno in cui è prevista la sentenza di Hari. E l’establishment arcobalenato si è subito mostrato ricettivo nel dimostrare simpatia verso l’attentatore, trasformato da maschio bianco eterosessuale, islamofobo e conservatore a vittima della società eteronormativa e destroide. Che in virtù della propria disforia ora potrebbe vedersi ridotta la pena. E perché no, magari aspirare al trasferimento in un carcere femminile. 

Cristina Gauri

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