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Roma, 25 ago – Stati Uniti via dall’Afghanistan il 31 agosto: il presidente Joe Biden respinge le richieste al G7 e rispetta la deadline imposta dai talebani. Gli Usa, ha spiegato Biden, sono “determinati” a ritirare le truppe dall’Afghanistan entro – e possibilmente non oltre – il 31 agosto prossimo. “Prima finiamo, meglio è”, l’indicazione del presidente Usa, che ha sottolineato come “ogni giorno di operazioni comporta rischi per le nostre truppe“. Terminato il G7 con una dichiarazione congiunta, i termini del ritiro restano quindi gli stessi, nonostante la richiesta del premier britannico Boris Johnson di prorogare il ponte aereo anche oltre il termine ultimo imposto dai talebani.



Biden: “Usa via dall’Afghanistan il 31 agosto”

Ora, i Paesi occidentali impegnati nelle operazioni di evacuazione dall’Afghanistan controllato dai talebani dovranno affrettarsi per concludere entro il 31 agosto, quando i militari Usa che controllano l’aeroporto di Kabul lasceranno il Paese. In tal senso, se l’Italia ha già annunciato che ultimerà le operazioni nei prossimi giorni, anche il Regno Unito rende noto che l’evacuazione terminerà entro “24-36 ore”. A rivelarlo al Guardian fonti del ministero della Difesa britannico dopo il G7. Secondo le fonti, l’esercito Usa necessita di almeno altri due-tre giorni per chiudere le sue operazioni a Kabul, mentre Londra lascerà fino all’ultimo momento la possibilità di evacuare persone a rischio e vulnerabili.

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L’inutile dichiarazione finale del G7

“Coopereremo con i Paesi vicini e gli altri della regione per sostenere i rifugiati afghani” nel quadro di una risposta “regionale coordinata a lungo termine. Chiediamo a tutti i partner dell’Afghanistan di sostenere questo sforzo”, hanno affermato i leader del G7 nella dichiarazione finale diffusa ieri al termine del vertice sull’Afghanistan. “L’Afghanistan non deve diventare mai più un rifugio sicuro per il terrorismo né la fonte di attacchi terroristici contro altri. Lavorando insieme con i partner, in particolare con gli alleati della Nato, continueremo a combattere il terrorismo con determinazione e solidarietà, ovunque”. Ancora, nella dichiarazione finale si legge: “Esprimiamo grave preoccupazione per la situazione in Afghanistan e facciamo appello alla calma ed alla moderazione per garantire la sicurezza degli afghani vulnerabili e dei cittadini stranieri e per prevenire una crisi umanitaria”.

“Si lavori a governo inclusivo e rappresentativo”

I leader del G7 quindi hanno chiesto “a tutte le parti in Afghanistan di lavorare in buona fede per stabilire un governo inclusivo e rappresentativo, che veda anche la partecipazione significativa di donne e minoranze“. “Ogni futuro governo afghano dovrà rispettare gli obblighi e gli impregni internazionali contro il terrorismo, per salvaguardare i diritti umani di tutti gli afghani, in particolare delle donne, dei bambini e delle minoranze etniche e religiose, difendere lo stato di diritto, permettere l’accesso umanitario incondizionato e contrastare in modo efficace il traffico di droga e di esseri umani”.

Decisivo sarà il G20 straordinario voluto dall’Italia con Russia e Cina

Al di là delle dichiarazioni (che trovano il tempo che trovano) resta il fatto che mantenere un corridoio sicuro con l’Afghanistan in mano ai talebani una volta che non ci saranno più militari Usa e Nato nel Paese sarà molto complicato. Ecco perché in tal senso sarà fondamentale il G20 straordinario chiesto dal premier Mario Draghi, che insiste sulla necessità di coinvolgere Russia e Cina sul dossier Afghanistan. Dal canto loro, i talebani ieri hanno ribadito il no a proroghe al 31 agosto altrimenti ci saranno conseguenze e hanno annunciato di aver bloccato l’arrivo di afghani all’aeroporto di Kabul. “Gli Usa cambino politica, non incoraggino gli afghani a partire: ci servono qui”, ha detto il portavoce dei talebani.

Adolfo Spezzaferro

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