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Roma, 7 ott – Il colosso dell’industria farmaceutica Pfizer ha richiesto alla Food and Drugs Administration, negli Stati Uniti, l’autorizzazione a somministrare il vaccino anti-Covid anche nella fascia di età che va dai 5 agli 11 anni.



Pfizer, chiesta autorizzazione per vaccino dai 5 agli 11 anni

Il protocollo di sperimentazione di Pfizer ha coinvolto fino a 4.500 bambini tra sei mesi e 11 anni “arruolati” negli studi delle due aziende negli Stati Uniti, in Finlandia, in Polonia e in Spagna. Ma sono 2268 quelli a cui il composto è stato somministrato nella fascia 5-11 anni.

La sperimentazione

I dati su questa sperimentazione sono stati presentati, assieme a quelli riguardanti la sicurezza per il vaccino Biontech-Pfizer per la fascia d’età 5-11 anni, appena due settimane fa. Oggi, dunque, Pfizer chiede alla Food and drug administration di autorizzare il suo vaccino anti Covid. L’autorizzazione, ricordiamo, è definitiva per gli over 16. Questa “richiesta” coinvolgerebbe circa 28 milioni di bambini. La notizia arriva mentre in due Paesi europei, Svezia e Danimarca, un altro vaccino anti-Covid, quello della Moderna, è stato invece sospeso alla fascia di età più giovane.

Svezia e Danimarca, sospeso Moderna a under 30 e 18

La sospensione di Moderna agli under 30 in Svezia riguarda le segnalazioni di possibili effetti collaterali rari, come la miocardite. Lo spiega l’agenzia sanitaria svedese. Il rischio, sebbene venga definito “molto piccolo”, riguarderebbe in particolare la somministrazione della seconda dose. In Svezia le persone di età compresa tra 12 e 15 anni riceveranno solo il vaccino Pfizer d’ora in poi. Anche in Danimarca, a seguito dei dati preliminari di un nuovo studio che anch’esso evidenziano i rischi di miocardite, si è deciso per la sospensione agli under 18. Le autorità danesi definiscono in ogni caso “molto basso” il rischio di miocardite.

“I dati indicano aumento di miocardite”

L’agenzia sanitaria svedese ha affermato che i dati indicano un aumento di miocardite e pericardite tra i giovani e i giovani adulti che erano stati vaccinati. “La connessione è particolarmente chiara quando si tratta del vaccino Spikevax di Moderna, specialmente dopo la seconda dose“, ha spiegato in una nota aggiungendo che il rischio di essere colpiti è però “molto piccolo”.

Ilaria Paoletti



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