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Roma, 7 ott  – Il professor Massimo Galli, come sappiamo, è indagato dalla Procura di Milano per presunti concorsi truccati all’università. Nello specifico per presunte irregolarità nella gestione delle iscrizioni a numero chiuso della facoltà di Medicina. Con lui altre 32 persone risultano tra gli indagati, tra queste 23 docenti delle Università di Pavia, Milano, Torino, Roma e Palermo.



Galli, nelle telefonate i voti “scelti”

Oggi il Corriere della Sera pubblica stralci di intercettazioni telefoniche tra Galli e il “suo” candidato al concorso, pieno di dritte e di aggiustamenti che gli permettano di passare le selezioni.  “Dobbiamo ragionare, magari in due è meglio che one. Se no (i punteggi, ndr) li metto io alla c…, sperando che non ci siano casini e menate“. Già, perché i punteggi del concorso universitario all’Università Statale di Milano, il presidente della commissione giudicatrice, overo lo stesso Massimo Galli, il 14 febbraio 2020 li averbbe scegliere direttamente al candidato Agostino Riva, che spingeva “ai danni” dell’unico altro concorrente (Massimo Puoti) titolare però di un indice di valutazione H-Index di 50 contro 25 di Riva.

“Scendi dalla Bianca”

“Scendi dalla Bianca (la segretaria di Galli, ndr) e cominciamo a lavorare sull’assegnazione…”, diceva di pomeriggio Galli a Riva, quando in teoria, stando al verbale, la commissione aveva già terminato di mattina i propri lavori: «Adesso (i punteggi, ndr) fatteli vedere dalla Bianca… che possono essere attribuiti a te e a lui per le varie questioni… Però non me lo far dire…», concludeva Galli: e i Nas infatti lo stavano intercettando. 

Il candidato decide la valutazione

Il 3 febbraio 2020, mentre in teoria la commissione stava ancora elaborando i criteri di valutazione, Galli, coautore di 63 delle 121 pubblicazioni internazionali nel curriculum di Riva, e di 9 sulle 16 allegate al concorso, chiede a uno dei due candidati (sempre il “suo” Riva) come debba modellare la griglia di criteri. “Allora, senti, quanti lavori avevi presentato? Sedici? Ed erano tutti quanti a tuo primo e ultimo nome tranne uno, mi pare… E di argomento coprivano… Va beh, allora senti la frase che avevo scritto…”, e gliela legge, ritagliando i criteri sui lavori del candidato favorito: “C’è tutto, no? Va bene, questo potrebbe andare e risolvere la questione”. “Spero non ci siano rogne, insomma… mi auguro che una delle due domande vada a spari’… se no viene fuori un bel casino, voglio dire… Ma sparire per logica eh, non dico per pressione”, diceva ancora il professore. Anche su queste conversazioni telefoniche i pm Luigi Furno e Carlo Scalas, hanno sentito la teste professoressa Maria Rita Gismondo.

Ilaria Paoletti



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2 Commenti

  1. M.Galli è quello che è…ma ci rendiamo conto che sono coinvolti altri 23 (scrivesi ventitre), docenti ?!

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