Roma, 27 mag —  Il vaiolo del scimmie in Europa si sarebbe diffuso grazie ai festeggiamenti del Gay Pride alle Isole Canarie. E’ quanto hanno riferito le autorità sanitarie locali di Maspalomas, nel sud di Gran Canaria, dove dal 5 al 15 maggio circa 80mila persone si sono date appuntamento per una maxi-festa non-stop organizzata per celebrare la ventiseiesima elezione del Pride invernale.

Secondo le autorità sanitarie, nel corso dei festeggiamenti che hanno coinvolto turisti da tutta Europa e non solo, era presente una persona positiva al vaiolo delle scimmie che avrebbe fatto scattare il focolaio. Il virus, lo ricordiamo, si trasmette attraverso con i contatti interpersonali di tipo stretto. E cinque giorni di Pride, con il suo innegabile contesto di promiscuità sessuale portata all’estremo, avrebbero rappresentato un innesco perfetto.

Vaiolo delle scimmie, il caso zero al Pride delle Canarie

Tremano ora gli attivisti Lgbt locali, preoccupati dello stigma che potrebbe abbattersi sulla comunità, e gli operatori turistici dell’isola, preoccupati dalla cattiva pubblicità e le conseguenti ripercussioni sul comparto economico di cui, di fatto, sopravvive la Gran Canaria. «C’è preoccupazione perché quello che sta succedendo può mettere in cattiva luce la nostra Maspalomas», spiega Edward Timon, attivista della comunità Lgbt locale ed editore di un sito di informazione. «La comunità Lgbtq+ non deve temere di affrontare il problema, che può capitare a chiunque e tra l’altro è molto meglio educare riguardo ai comportamenti per prevenire le malattie sessualmente trasmissibili, rispetto agli etero».

Un calo di attenzione verso le malattie a trasmissione sessuale

Ma stando a quanto riferito da Andre van Wanrooij, politico ed ex organizzatore del Pride di Maspalomas, la soglia di attenzione verso le malattie sessualmente trasmissibili si è notevolmente abbassata. Sempre a Repubblica denuncia l’insorgere di un certo lassismo nei confronti di un tema così importante. «Assieme a un’altra associazione, davamo gratis preservativi, facevamo informazione sulla prevenzione, organizzavamo incontri, assicuravamo assistenza sanitaria, ma tutto questo non c’è più e anche se non si sapeva dell’arrivo del vaiolo, comunque, comportamenti più attenti sarebbero serviti a prevenire anche quella malattia», denuncia van Wanrooij.

A quanto pare, dunque, le belle addormentate della comunità Lgbt si sono svegliate per scoprire che le malattie a trasmissione sessuale non sono scomparse, e che al mondo non esiste solo il Covid. Un preservativo e — ma qui forse chiediamo troppo — una maggior continenza sessuale, forse, salverebbero da malattie ben peggiori. 

 

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