Roma, 27 mag – Un immigrato irregolare di 19 anni è stato fermato a Monza dalla polizia. E’ accusato di violenza sessuale su una ragazza di 18 anni, aggredita nella stazione cittadina nel pomeriggio di mercoledì scorso. Stando a quanto ricostruito dalle forze dell’ordine, la diciottenne si stava recando a piedi sul posto di lavoro, quando il clandestino nordafricano l’ha seguita e ha tentato di abbordarla. Lei a quel punto ha accelerato il passo, ma lui l’ha raggiunta, afferrata e spinta contro un muro tentando poi di violentarla, iniziando a palpeggiarla. La giovane ha reagito iniziando a gridare ed è riuscita a fuggire. Giunta sul posto di lavoro, visibilmente sotto choc, ha raccontato la terribile vicenda alle colleghe che l’hanno consolata, incoraggiata e invitata a sporgere denuncia alla polizia.

Monza, clandestino tenta violenza sessuale: doveva essere espulso

Gli agenti della questura di Monza sono poi riusciti a rintracciare l’immigrato irregolare grazie anche ai filmati delle telecamere di videosorveglianza della stazione: stava passeggiando tranquillamente in strada. L’aggressore è stato così identificato, fermato e condotto nel carcere di Monza. L’egiziano come detto è un immigrato irregolare, su cui oltretutto pendeva un provvedimento di allontanamento disposto dal Questore di Agrigento nel 2021. Adesso, come riportato da Il Giorno, è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto per il reato di violenza sessuale, messo a disposizione della Procura della Repubblica di Monza e portato in cella nella Casa Circondariale di via Sanquirico. E’ a disposizione della procedente Autorità Giudiziaria.

L’altra piaga: le baby gang

A Monza, come peraltro in molte altre città italiane, ad aprile si sono chiuse le indagini a carico di un gruppo di minorenni accusati a vario titolo di rapina, aggressione e rissa. La baby gang di Monza era composta da tredici giovanissimi, di cui dieci minori, e si è resa responsabile di numerose aggressioni e rapine secondo le modalità del branco, utilizzando tirapugni e bottiglie di vetro contro coetanei spesso di numero inferiore. Il gruppo si avventava sulle vittime solamente al rifiuto di offrire una sigaretta o a uno sguardo di troppo.

Alessandro Della Guglia

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