Roma, 13 dic – Se il governo italiano, alle prese con una crisi della maggioranza, ha disertato il vertice delle Nazioni Unite per la firma del Global Compact, ci ha pensato il Vaticano a volare a Marrakech e a offrire il proprio sostegno al patto Onu sull’immigrazione.  Pur non essendo uno Stato membro delle Nazioni Unite, infatti, la Santa Sede detiene tuttavia lo status di Osservatore permanente. E Bergoglio, papa immigrazionista come pochi altri, non si è di certo fatto scappare l’occasione per aderire ai princìpi-guida dell’accordo. Come inviato al summit di Marrakech c’era il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato del Vaticano, ossia l’ambasciatore di Sua Santità, che ha ricordato la strategia che accomuna il Global Compact e l’approccio pastorale della Chiesa verso il fenomeno delle migrazioni: «Accogliere, proteggere, promuovere e integrare».

Parolin ha quindi assicurato che la Santa Sede condivide i princìpi informatori del Global Compact, incentrato sulla «priorità della persona, la sua inalienabile dignità e lo sviluppo integrale, che è la reale aspirazione di ogni essere umano». Le migrazioni, ha aggiunto il segretario di Stato, «indicano anche l’aspirazione dell’umanità a vivere l’unità nel rispetto delle differenze, l’accoglienza e l’ospitalità che permettano l’equa condivisione dei beni della terra». Di fronte agli altri capi di Stato intervenuti alla conferenza di Marrakech, Parolin ha inoltre affermato che, affinché «questo orientamento strategico sia efficace», si rende necessario «adottare un approccio inclusivo nell’affrontare le esigenze dei migranti», i quali devono essere coinvolti in «politiche, programmi e iniziative» che li riguardano, «individualmente e collettivamente», e che questa partecipazione deve essere «istituzionalizzata».


L’ambasciatore del Vaticano si è poi soffermato sul «ruolo speciale svolto dalle organizzazioni religiose, che si sono dimostrate particolarmente efficaci nel fornire un sostegno localmente mirato ai migranti in situazioni vulnerabili». La chiusa dell’intervento di Parolin è invece dedicata a uno dei punti più discussi del Global Compact, ossia l’intervento dei media nel sostegno alle idee espresse dall’accordo e – come si legge nel testo del documento – la conseguente lotta alle «narrazioni fuorvianti che generano percezioni negative dei migranti».

Valerio Benedetti

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6 Commenti

  1. Purtroppo la Chiesa Cattolica è guidata da persone che cattoliche non sono. Il dovere di ogni Cattolico è di resistere a queste persone, per lo più agnostiche, che vivono sperperando il denaro della Chiesa. I veri cattolici sono i tradizionalisti e il loro motto è: Dio, famiglia e Patria; li riconosci subito. Che bei tempi erano, quando la Chiesa inviava missionari per trasmettere le basi della Fede Cattolica e della civiltà in Africa. E i missionari Italiani aveva più di 20 secoli di prestigiosa, valorosa e degna civiltà, da mostrare, da far conoscere ed imitare. Ora, invece, questi nuovi preti voglio far invadere l’Italia da culture che stanno distruggendo l’Africa e che distruggeranno anche noi. Infatti, la poligamia prenderà il posto del matrimonio cristiano; la legge del taglione sarà al posto del diritto romano; l’arabo al posto del latino; danze tribali al posto della gloriosa musica italiana; modi e vestiti tribali al posto dell’arte del cucire italiana. Insomma, l’Italia rimarrà solo un ricordo, come lo è per noi l’Impero Romano (anch’esso distrutto da barbari).

  2. Ignobili froci sodomiti e pedofili, infami ed indegni arricchiti,vergogna italica e mondiale, siate “benedetti” dalla fecciaglia negroide africana ed accoglietelia tutta in casa vostra……..vigliacchi cattocomunisti.

  3. Del papa e del suo clero cloroformizzato ce ne freghiamo altamente, più promuovono l’immigrazione e il meticciato più le chiese si svuotano! Analfabeti teologici!

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