Roma, 18 gen – Alla fine qualche azienda doveva pur rispondere al discusso e discutibile spot pubblicitario della Gillette – non fosse altro per scopi di marketing. “Cos’è un uomo? Una risposta a Gillette” è il video diffuso dalla Egard Watches Company, azienda americana produttrice di orologi da polso che, in seguito alla bufera mediatica che ha investito la nota marca di rasoi, ha sfruttato l’occasione per dire la propria (e farsi un bel po’ di pubblicità).

Lo spot, che dura meno di due minuti, raffigura alcuni uomini immortalati nel compimento di attività e lavori che richiedono tipicamente la forza maschile (vigile del fuoco, soldato, operaio in un pozzo petrolifero) corredate da statistiche sulle morti sul lavoro, tasso di suicidi, morti in guerra, percentuali di padri a cui è negata la custodia dei figli: tutte ovviamente a svantaggio degli uomini, e di cui solo recentemente si è iniziato a discutere.


Per Egard Watches essere uomo è questo, “sacrificare tutto per rendere il mondo un posto più sicuro e migliore per tutti” – cosa che la Gillette si era platealmente dimenticata di specificare, pensando solo a denigrare il concetto di “mascolinità tossica”. (Come se le donne, poi, non fossero soggette a dei comportamenti parimenti tossici e deleteri). “Vediamo il buono negli uomini”, conclude lo spot della Egard. Al contrario della Gillette, che vede solo bambini bulli e padri white trash dietro al barbecue.

Ad ogni modo l’azienda produttrice di orologi, lungi dal volersi addossare le ire delle anime belle, specifica su Facebook che “le molestie sessuali, la violenza domestica e il bullismo sono problemi gravi” e si schiera “a fianco di coloro che devono fronteggiarli”, ché la lettera scarlatta del sessismo fa molto male agli affari.

Cristina Gauri

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