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Caracas, 18 ago – “Voglio che il Paese si riprenda ed ho la formula, fidatevi di me”. Parola del presidente del Venezuela Nicolas Maduro, il quale in un discorso televisivo ha spiegato la sua riforma monetaria, che farà entrare in circolazione da lunedì una nuova moneta che sarà ancorata al petro, la criptomoneta creata dal governo venezuelano all’inizio dell’anno e che gli Stati Uniti hanno vietato per le operazioni finanziarie.
“Il petro sarà il meccanismo di ancoraggio per ottenere l’equilibrio valutario della moneta, del salario e del prezzo”, ha chiarito il presidente venezuelano. Con la conversione, l’attuale moneta venezuelana, il bolivar fuerte, perderà cinque zeri diventando bolivar soberano (sovrano). Un petro avrà il valore di 3.600 bolivar nuovi.
In virtù di questa riforma monetaria, Maduro ha annunciato un nuovo aumento del salario minimo del 3.000 per cento, vale a dire che sarà moltiplicato 34 volte (a 180.000.000 di bolivar, pari a 1.800 bolivar sovrani, ossia 30 dollari), senza però precisare quando questo aumento, il quinto dell’anno, entrerà in vigore. L’Iva aumenterà dall’attuale 12% al 16%.
“Voi avete ‘dollarizzato’ i prezzi, io ‘petrolizzo’ i salari”, ha detto ancora Maduro rivolgendosi agli imprenditori privati accusati di fare la guerra economica al popolo venezuelano. Vietata dagli Stati Uniti, la moneta virtuale agganciata alle riserve petrolifere venezuelane viene considerata una finzione dagli analisti economici. Secondo i quali anche la “formula” di Maduro per uscire dalla crisi sarebbe destinata ad aumentare ulteriormente l’iperinflazione.
Martedì scorso il presidente aveva annunciato che lunedì 20 agosto sarà un “giorno festivo affinché durante l’apertura delle banche sia possibile mettere più facilmente in circolazione le monete e banconote con la nuova denominazione”. I vecchi bolivar, aveva comunque precisato, “coesisteranno con i nuovi fino alla loro progressiva estinzione”.
In Venezuela l’inflazione attualmente ha di fatto cancellato il valore della valuta locale: un chilo di carne, per esempio, costa 5,9 milioni di bolivar (l’equivalente del salario minimo). Secondo il Fondo monetario internazionale, l’inflazione toccherà il milione per cento entro dicembre.

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