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Roma, 28 ago – I vescovi degli Stati Uniti hanno indetto per oggi e per il 9 settembre una giornata di preghiera in ricordo (anche) del 57esimo anniversario di “I have a dream”, celebre discorso di Martin Luther King. Un momento di raccoglimento di per sé importante per i cattolici degli Usa, dove fino alla metà degli anni sessanta del secolo scorso restarono in vigore le Leggi Jim Crow, che mantennero una vergognosa segregazione razziale in tutti i servizi pubblici. Nulla da dire dunque, perché fu grazie anche alle battaglie di Martin Luther King (e in particolare la marcia per il lavoro e la libertà del 28 agosto 1963) che si arrivò alla promulgazione del Civil Rights Act che nel 1964 pose fine a decenni di discriminazioni.

Il problema è che la Chiesa americana oggi non si limita a ricordare quegli eventi, ma invita al “digiuno” antirazzista, come se davvero vi fossero attualmente leggi razziste negli Stati Uniti. L’arcivescovo di Milwaukee, Jerome Edward Listecki, come riportato da Vatican News in una nota pubblica fa notare che “i peccati di violenza, ingiustizia, razzismo e odio devono essere eliminati dalle nostre comunità con atti di misericordia, con la protezione e la cura della dignità di ogni persona umana, nel rispetto del bene comune e con una indefessa ricerca dell’uguaglianza e della pace”. Senza dubbio, appunti senz’altro condivisi da tutti i cristiani.

Un implicito attacco a Trump

Ma belle parole a parte, il Consiglio nazionale delle Chiese statunitensi, ha tirato fuori una dichiarazione che sembra uscita da un circolo di manifestanti Black lives matter, con un implicito attacco a Trump. “Siamo stanchi, ma non abbastanza per continuare la nostra battaglia per il cambiamento e per la giustizia”, si legge nella nota in questione. “Il fatto che queste ingiustizie continuino dopo mesi di forti proteste per la morte di George Floyd, Breonna Taylor e Ahmaud Arbery e di tanti altri, indica quanto lavoro bisogna ancora fare per porre fine al razzismo e ai pregiudizi inconsci”, scrive il Consiglio nazionale della Chiese. Nessuna parola contro le violenze di certi manifestanti, i continui saccheggi, i vandalismi e in generale una situazione esplosiva che vede derive “razziste” da una parte e dell’altra. I vescovi americani non hanno nulla da dire su chi, come Shaun King (uno dei leader Black lives matter), vorrebbe abbattere le statue di Gesù perché simbolo colonialista degli europei bianchi. No, per i vescovi americani probabilmente anche questi sono “pregiudizi inconsci”.

Alessandro Della Guglia

3 Commenti

  1. Mi vien da vomitare , ma … da tempo la chiesetta, sempre meno cattolica mi fa VOMITARE !

    al pretaccio infilerei il vincastro dove lo s-battono i suoi accoliti ….

    Quando una bestia, vestita da sacerdote, mi disse che il puttaniere Dott.
    Ernesto Guevara …. era come cristo …. beh , io NON sono più
    cattolico da allora , anno 1975 .

    Ad maiora .

  2. Al momento, la religione cristiana cattolica romana è sospesa. Adesso il suo posto è occupato dalla teologia della liberazione. Non si tratta di uno scisma ma di una sostituzione vera e propria. L’intento, secondo loro, è quello di cambiare il mondo al fine di salvarlo. Stanno accelerando perché l’obiettivo che si sono dati è quello di realizzare questo progetto entro il 2030. Ovviamente, si tratta dello stesso progetto dell’ONU; sono tutti alleati. Alla pagina collegata in basso, trovate la lista dei 17 punti fissati da questi folli utopisti:

    https://www.un.org/sustainabledevelopment/fr/objectifs-de-developpement-durable/

    Come, giustamente, ha sottolineato qualcuno: quanto più importante è l’impegno messo nel tentativo di “salvare il mondo”, tanto più concrete diventano le probabilità di un nuovo conflitto mondiale (armato). E vediamo tutti i giorni come la situazione a livello planetario divenga, via-via, sempre più complicata e drammatica.

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