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Roma, 28 ago – Tutto è iniziato lo scorso 26 agosto, con quell’infornata preoccupante di 11 decessi per coronavirus registrati nella sola Regione del Veneto. Una situazione più che anomala in cui La Verità ci ha voluto vedere chiaro. Arrivando alla sconcertante scoperta: a finire nel conteggio delle vittime del Covid-19 non sono soltanto i morti conclamati con la sintomatologia del morbo, ma anche le persone guarite o negativizzate da tempo.

E’ proprio dalla lettura del bollettino giornaliero emesso dalla Regione che emergono le informazioni che hanno scatenato la polemica nelle ultime ore: «L’alto numero di decessi, 11, registrati nel bollettino Covid della Regione Veneto comprende soggetti, quasi tutti anziani, morti sul territorio (non in ospedale) negli ultimi giorni, e conteggiati solo oggi». Quindi degli 11 morti, una frazione considerevole non era deceduta nella giornata di mercoledì ma in quelle precedenti, ma non solo: «Si tratta in gran parte inoltre di pazienti contagiati dal virus nei mesi scorsi, nel frattempo negativizzatisi, ma che su indicazione del ministero della Sanità vanno registrati comunque come soggetti con infezione da Covid».

Quindi i deceduti del 26 agosto non erano affetti da una forma virulenta di Covid-19, non erano ricoverati in strutture ospedaliere – alcuni non erano nemmeno positivi. E’ chiaro come questa modalità di conteggio, altamente mistificatoria, ribalti completamente la lettura giornaliera dei dati del contagio. Per fare un esempio più concreto: se il signor Rossi si ammala di coronavirus a marzo e ad aprile si negativizza, e ad agosto muore per un ictus, questo viene aggiunto alla conta dei morti. La stessa conta che viene poi utilizzata per terrorizzare e tenere in scacco la nazione intera.

Alla richiesta di precisazioni inoltrata dalla Verità, l’Istituto superiore di sanità ha risposto che il Covid-19 «è una malattia ancora in fase di studio (…), non si conoscono bene le conseguenze a lungo termine di questo virus, ed i pazienti contagiati, seppur negativizzati, potrebbero morire dopo diverso tempo comunque per i danni causati dal Coronavirus». Inoltre, «non è certo che i pazienti risultati negativi al tampone abbiano poi totalmente debellato il virus. Il monitoraggio di chi è stato paziente Covid continua anche sul lungo periodo». Insomma, stando all’Istituto Superiore di Sanità – se ancora ci fosse bisogno di conferma – gran parte dei dati che fino ad oggi ci sono stati propinati sono da prendere con le classiche pinze. 

Cristina Gauri

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