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York, 20 nov – «Volevo che sentisse quello che sentivano tutti quei bambini». Così Paul Fitzgerald, detenuto in un carcere di York, nel Regno Unito, ha stuprato e ucciso Richard Huckle, un pedofilo che aveva abusato di più di 200 bambini, ritenendo giusto che dovesse avere un assaggio dei patimenti che aveva causato alle sue giovani vittime. Huckle stava scontando 22 ergastoli.

L’omicidio

Il fatto risale a un anno fa, il 13 ottobre del 2019, ma i particolari agghiaccianti del delitto sono emersi solo ieri in tribunale. Fitzgerald, a sua volta molestatore sessuale, aveva assassinato brutalmente il suo compagno di cella strangolandolo con un laccio da scarpe. Precedentemente gli aveva infilato una penna nella narice e aveva abusato sessualmente di lui con un attrezzo da cucina.

Stando alle ricostruzioni l’omicida avrebbe pianificato e studiato attentamente il delitto, particolare che Fitzgerald invece continua a negare, sostenendo di aver perso il controllo durante l’aggressione. «Quest’uomo – ha detto riferendosi alla vittima – ha stuprato e abusato di bambini per divertimento. Avrebbe potuto uccidere anche loro. Sono propenso a pensare che abbia fatto di peggio che stuprarli».

Chi era il pedofilo

Richard Huckle, classe 1986, di Ashford, era stato arrestato il 19 dicembre del 2014. Sfruttava la professione di fotografo freelance per viaggiare nei Paesi orientali ed entrare in contatto con bambini tramite chiese, scuole e istituti di carità. La scusa era sempre la solita: poter scattare foto ai piccoli. Le manette sono scattate per lui alla chiusura di un’indagine della Task Force ‘Argos’ sullo sfruttamento e l’abuso di minori online. Grazie agli sforzi di Argos era stato possibile sgominare un network di pedofili attivo nel dark web sotto il nome di ‘The Love Zone’, salvando così 85 bambini dagli abusi e arrestando, tra i vari pedofili, anche lo stesso Huckle.

Un mare di fotografie

Il computer di Huckley conteneva, all’atto dell’arresto, più di 20mila immagini pedopornografiche, alcune migliaia delle quali immortalavano lo stesso pedofilo mentre commetteva abusi sessuali sui minori. Le sue vittime accertate sono tutte malesi o cambogiane, ma le autorità ritengono che Huckley avesse agito anche nel Regno Unito. «A nessuno importava di quei bambini» era solito ripetere.

Cristina Gauri

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