Roma, 21 gen – Sale l’allerta dopo che altre due persone sono morte in Cina perché contagiate dal coronavirus individuato per la prima volta a inizio dicembre a Wuhan, portando così a sei le vittime totali. I nuovi casi di infezione salgono a 77 nel Paese, dove si contano in totale 291 persone contagiate e 922 i pazienti che restano sotto osservazione negli ospedali cinesi. Impossibile comunque fare una stima precisa delle persone coinvolte su scala globale, visto che l’infezione si è già diffusa anche fuori dalla Cina. Sono sette finora le persone colpite fuori dalla cittadina cinese epicentro del focolaio dell’epidemia (un mercato del pesce che è stato subito chiuso). Sono stati segnalati casi a Pechino e Guandong in Cina, e poi in Thailandia, Giappone e Corea del Sud. Intanto il vicedirettore del dipartimento di informazione del ministero degli Esteri Geng Shuang fa sapere che il governo cinese intende condividere ogni informazione in suo possesso con i rappresentati degli altri Paesi che domani saranno alla riunione indetta dall’Oms sulle regolamentazioni sanitarie internazionali da adottare alla luce della diffusione del virus 2019-nCoV.



Il rischio dell’arrivo del virus in Europa resta basso

Quello che si sa finora è che tutti i casi che sono stati diagnosticati fuori da Wuhan sono relativi a persone che avevano viaggiato nella città cinese, dove sono in corso attività e misure ulteriori di igiene e pulizia ambientale. Le probabilità di arrivo del virus nell’Unione europea possono aumentare con le imminenti celebrazioni del Capodanno cinese, previste tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio, per via dell’aumento dei viaggi da e per la Cina. Ma, fanno sapere dal Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc), il rischio dell’arrivo del virus in Europa è ancora basso.

Al via i controlli negli aeroporti Ue

Nella Ue sono tre gli aeroporti che hanno voli diretti con Wuhan, tra cui Roma Fiumicino, mentre altri hanno connessioni indirette. E proprio dalla direzione sanitaria dell’aeroporto romano Leonardo Da Vinci arriva l’allerta: “Tutte le compagnie aeree con voli provenienti dalla Cina (tutti gli aeroporti) sia con voli diretti che con scalo intermedio devono avere a bordo un numero di Plc (scheda individuazione passeggeri per fini di sanità pubblica) pari al massimo numero di passeggeri ed equipaggio imbarcabili”, si legge nella richiesta, nella quale si sottolinea che “è fatto obbligo alle compagnie aeree di mettere in atto quanto disposto”. In un documento allegato figura la “scheda di individuazione passeggeri per fini di sanità pubblica (Plc)” che – si legge – deve essere compilata nei casi in cui l’autorità di sanità pubblica sospetti la presenza di una malattia infettiva. Le informazioni fornite aiuteranno le autorità di sanità pubblica a controllare l’evento permettendo loro di seguire i passeggeri che possano essere esposti alla malattia infettiva. Le informazioni e i dati saranno trattati dall’autorità di sanità pubblica in conformità con le leggi vigenti e saranno usate solo per scopi di sanità pubblica”.

Il Giappone ai ripari in vista del Capodanno cinese

Il governo giapponese adotterà nuove misure per contenere la minaccia, dopo il primo caso confermato la scorsa settimana. Il premier Shinzo Abe si è riunito con i ministri preposti e ha ordinato l’applicazione di un sistema di quarantena per il controllo dei passeggeri provenienti dalle aree definite a rischio, al fine di prevenire l’espansione del virus in vista del Capodanno cinese (24-30 gennaio). I pazienti sospetti verranno esaminati dall’Istituto nazionale delle malattie infettive, e le autorità sanitarie manterranno una stretta vigilanza delle persone che sono state in contatto con gli individui infetti.

In Australia test di biosicurezza negli scali aerei

Le autorità australiane hanno deciso di effettuare test di biosicurezza sui voli in arrivo a Sydney dalla città cinese di Wuhan per individuare ogni persona infettata. Lo ha annunciato il responsabile della Sanità australiana Brendan Murphy, sottolineando che ancora nessuna persona è stata confermata positiva al virus misterioso. Un uomo proveniente da Wuhan è stato messo in quarantena a Brisbane, ma si aspetta ancora di avere i risultati dei test per sapere se è affetto dal nuovo coronavirus. “L’incubazione – ha spiegato Murphy – dura probabilmente circa una settimana. Molte persone sono completamente asintomatiche durante l’incubazione, senza sintomi e senza febbre”. Tuttavia Murphy ha voluto rassicurare la popolazione del fatto che “non c’è necessità di allarme, il rischio per gli australiani rimane relativamente basso, anche se vi è necessità di mantenere una sorveglianza attiva e precauzionale della situazione”.

Ludovica Colli

La tua mail per essere sempre aggiornato

2 Commenti

  1. Normale…, più siamo, più ci frequentiamo e più i rischi di contaminazione crociata aumentano… Qualcuno ci farà su altri soldi, qualcuno preferirà stare a casa, ecc.ecc. Più interessante è invece conoscere le vie di possibile contaminazione al variare del agente microbico e le conseguenti modalità di protezione. Senza vaccinare…

Commenta