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Fermo, 21 gen – E’ in stato di fermo la 38enne di nazionalità bulgara accusata di omicidio dopo avere appiccato l’incendio in cui è morta la figlioletta di 6 anni. I carabinieri stanno indagando sul rogo che ha distrutto l’abitazione di Servigliano, provincia di Fermo, dove la donna viveva con la famiglia. La donna aveva raccontato di essere riuscita a salvare soltanto una delle due figlie quando le fiamme erano divampate.



Il rogo

Nella casa dormivano la donna con le sue bambine di 4 e 6 anni, mentre il padre era assente. Aveva detto di essersi svegliata a causa dell’odore del fumo e di essere riuscita a portare con sé solo la più piccola, con l’intenzione di rientrare in casa per prendere la maggiore, e di non essere riuscita a causa dell’aria divenuta irrespirabile. Inutili i tentativi dei primi soccorritori di aprirsi un varco nel rogo: al loro arrivo l’appartamento era completamente avvolto dalle fiamme. Ci è voluto l’intervento dei vigili del fuoco che, arrivati con tre mezzi, sono riusciti a raggiungere la bimba, ma senza poterla salvare. Era stata trovata morta, presumibilmente asfissiata dal fumo. Dopo vari accertamenti, come riportato da alcuni media locali, i carabinieri hanno arrestato la donna, che sarebbe indiziata di omicidio. 

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L’autopsia

Secondo gli inquirenti, alla luce di prove contenute nei referti dell’autopsia e degli esami tossicologici effettuati sulla salma della bimba, la donna avrebbe ucciso la bambina e solo dopo avrebbe appiccato le fiamme per coprire il delitto. Il Resto del Carlino rivela che proprio la settimana scorsa i carabinieri avevano prelevato la bambina sopravvissuta dall’asilo e l’avevano affidata a una casa protetta mentre la madre si trovava ancora ricoverata in ospedale. A formulare la tesi dell’omicidio è stato il sostituto procuratore, Francesca Perlini: ad accoglierla il gip del tribunale di Fermo, che ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per la donna. Questo spiegherebbe anche perché il corpo della vittima si trova ancora all’obitorio di Fermo a disposizione dell’autorità giudiziaria. La famiglia delle due bimbe si era trasferita lo scorso settembre a Servigliano nell’appartamento di Circonvallazione Clementina 138.

Cristina Gauri

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