Roma, 23 mar – La Cina prende posizione nella crisi ucraina e chiede che il presidente russo Vladimir Putin prenda parte al prossimo G20. La Russia “è un membro importante del G20 e nessuno ha il diritto di espellere altri Paesi: il G20 è il forum più importante per la cooperazione economica internazionale che riunisce le principali economie mondiali”. Così il portavoce del ministero degli Esteri cinese Wang Wenbin in merito alle ipotesi di una discussione tra Usa e alleati sulla permanenza di Mosca nel G20. In bilico dopo l’invasione dell’Ucraina da parte delle truppe russe. La Cina ha quindi espresso sostegno alla partecipazione di Putin al prossimo summit in Indonesia.

Wang: “La Cina vuole che Putin partecipi al prossimo G20 in Indonesia”

Pechino dunque vuole che la Russia partecipi al G20 per fronteggiare in un impegno globale le emergenze. Attualmente, fa presente Wang nel briefing quotidiano, la lotta globale contro la pandemia “è in una fase critica e la ripresa economica mondiale è debole, mentre l’instabilità e l’incertezza sono in aumento”. In questo contesto, “il G20 ha importanti responsabilità nel guidare la lotta globale alla pandemia, nel migliorare la governance economica globale e nel promuovere la ripresa dell’economia globale“, afferma Wang.

“Il G20 dovrebbe praticare un autentico multilateralismo”, sottolinea il portavoce, oltre a “rafforzare la solidarietà e la cooperazione, e a lavorare insieme per affrontare le sfide in sospeso nei settori dell’economia, della finanza e dello sviluppo globale forte, verde e sano”.
La Cina, inoltre, “sostiene la presidenza indonesiana per la promozione e la cooperazione del G20 in vari settori, in conformità con l’agenda stabilita dal tema di una forte ripresa” dell’economia.

Intanto Draghi auspica che Pechino si astenga da azioni di supporto a Mosca

E proprio alla Cina e al suo ruolo nei negoziati per la fine della crisi ucraina si appella il premier Mario Draghi. “È fondamentale che l’Unione Europea sia compatta nel mantenere aperti spazi di dialogo con Pechino, perché contribuisca in modo costruttivo allo sforzo internazionale di mediazione”, dice Draghi alla Camera in vista del Consiglio europeo del 24-25 marzo. “Il vertice Ue-Cina del prossimo 1° aprile sarà un’occasione per sottolineare la nostra posizione. Dobbiamo ribadire – chiarisce il premier – la nostra aspettativa che Pechino si astenga da azioni di supporto a Mosca e partecipi attivamente e con autorevolezza allo sforzo di pace“.

“Questo messaggio – aggiunge Draghi – è emerso anche durante il lungo confronto telefonico tra il presidente Biden e il presidente Xi Jinping il 18 marzo e negli sforzi diplomatici che lo hanno preceduto. Mi riferisco – sottolinea Draghi – in particolare all’incontro tra il consigliere per la sicurezza americano, Jake Sullivan, e il direttore dell’ufficio della commissione Affari esteri cinese, Yang Jiechi, avvenuto a Roma la settimana scorsa”. Certo è che l’attuale presa di posizione di Pechino circa la presenza di Putin al G20 non va nella direzione auspicata da Draghi. Ossia di avere la Cina dalla parte dell’Occidente per isolare Mosca.

Adolfo Spezzaferro

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