Roma, 24 gen — Che meraviglia la «cultura woke», soprattutto quando fagocita sé stessa: è successo alla rivista Vogue Gran Bretagna, finita nel tritacarne degli utenti social livorosi per la copertina del numero di febbraio… quella che celebra le top model africane.

Vogue sulla graticola per il numero black

Una copertina dalle suggestioni «total black»: nove veneri nere, altissime e magrissime, dalla pelle color ebano, vestite in nero da Balenciaga, su sfondo marrone scurissimo. Con questo taglio il direttore Edward Enninful intendeva aprire una finestra su «una nuova generazione di modelle dalla pelle scura, la cui eredità etnica spazia dal Senegal al Ruanda, dal Sud del Sudan alla Nigeria fino all’Etiopia», come ribadito su Instagram. Per dare un cambio di marcia a «un’industria», quella della moda, «da molto tempo criticata per la sua mancanza di diversità e per aver perpetrato standard troppo “eurocentrici”». Tutti contenti, quindi? Il progresso e l’uguaglianza si fanno strada anche sulle passerelle? Da oggi il mondo è più «woke»? Ma nemmeno per sogno.

Sì perché in seguito alla pubblicazione della foto copertina, assieme al plauso di molti, l’account Instagram di Vogue si è ritrovato nella bufera social innescata dai commenti di chi trovava la foto offensiva. Troppo nera la pelle delle modelle, scurita con artifici fotografici. Un effetto quasi macchiettistico, realizzato, denuncia la polizei politicamente corretta, al fine di soddisfare un fantomatico, morboso «sguardo bianco» sull’universo nero.

Lo «sguardo bianco» è di un nero

Peccato che non esista alcuno «sguardo bianco» in questo caso, dal momento che le foto hanno firma Rafael Pavarotti, fotografo brasiliano di colore che abitualmente realizza ritratti di persone africane esagerandone il tono scuro della pelle, creando profondi contrasti con i vestiti e con il candore della sclera oculare e del sorriso. Ma quando si è tanto stupidi da pensare di avere sempre la verità in tasca — e profondamente ottusi, come sovente capita agli alfieri della «inclusività» — ci si dimentica della regola base: informarsi. E pensare che  educate yourself (informati, educa te stesso) è proprio il mantra che questi individui ripetono alla nausea.

Anche dei capelli si lamentano

Non paghe di rendersi ridicole, le madonnine infilzate in salsa Black lives matter si sono lamentate pure dei capelli delle modelle: troppo «europei». Per celebrare la bellezza nera, dicono, sarebbe stato opportuno mostrare capigliature afro. Peccato che, in tutto questo, nessuno si sia mai preso la briga di leggere cosa ne pensano le dirette interessate: forse perché avrebbero scoperto che tutte, all’unisono, hanno espresso sui social grande entusiasmo e gratitudine verso Pavarotti (il fotografo) e le immagini rese dal suo obiettivo e pubblicate da Vogue. Che, onore al merito, ha proseguito indisturbato a pubblicare le fotografie delle «veneri nerissime» su Instagram, senza fare passi indietro.

Cristina Gauri

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