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Washington, 4 gen – Secondo Donald Trump Steve Bannon dopo il suo licenziamento ha perso la testa. Tutto rientra, ancora una volta, nella questione del Russiagate, dal momento che l’ex stratega della Casa Bianca,  ritenuto uno dei responsabili della vittoriosa campagna elettorale del tycoon, ha definito “sovversivo” e “antipatriottico” l’incontro avvenuto tra il figlio di Trump, Don Jr, e un gruppo di emissari russi, volto a screditare Hillary Clinton. Il tutto è avvenuto in piena campagna elettorale, alla Trump Tower. Secondo Bannon si sarebbe dovuto avvertire l’Fbi, ma nessuno l’ha fatto. Un dietro le quinte che dimostrerebbe come contatti tra russi e americani prima del voto ci siano effettivamente stati.
Le dichiarazioni di Bannon sono contenute nel libro di prossima uscita Fire and Fury, di cui il Guardian ha anticipato alcuni stralci. Ne esce un quadro a tinte fosche, che ritrae lo staff di Trump in balia degli eventi, senza coesione e senza un piano preciso. Un ritratto che al presidente non è piaciuto, al punto da dare mandato ai suoi avvocati di inviare una lettera di diffida all’ex chief strategist della Casa Bianca, nella quale si sostiene che Bannon ha violato un accordo di non divulgazione parlando del “presidente, dei membri della sua famiglia e della società, svelando informazioni confidenziali all’autore Michael Wolff e facendo dichiarazioni denigratorie e in alcuni casi completamente diffamatorie”.
Che tra Bannon e il duo da lui definito Javanka, cioè Ivanka e Jared, figlia e genero di Trump, non sia mai corso buon sangue è cosa nota, e la sua posizione all’interno dello staff della Casa Bianca era barcollante. La goccia che ha fatto traboccare il vaso sono state le dichiarazioni relative ai fatti di Charlottesville, con Ivanka che si schierò duramente contro il razzismo e il suprematismo bianco, salvando il padre che invece si era dimostrato molto tiepido al riguardo.
Ieri, dopo la pubblicazione delle anticipazioni del Guardian di quanto Bannon ha rivelato nel libro Fire and Fury la definitiva presa di distanza di Trump dal suo ex stratega. “Steve Bannon non ha nulla a che fare con me o con la mia presidenza”, si legge nella nota della Casa Bianca, che prosegue: “Steve sta imparando che vincere non è così facile come io lo faccio apparire. Steve ha avuto davvero poco a che fare con la nostra storica vittoria, che è stata ottenuta dagli uomini e dalle donne dimenticati di questo paese”. E poi la stoccata finale: “Steve sostiene di essere in guerra con i media, che chiama il partito di opposizione, eppure ha passato tutto il tempo alla Casa Bianca a passare ai media false notizie per presentarsi come più importante di quello che era. È la sola cosa che sa fare bene. Steve è stato raramente in incontri da solo con me e finge di essere stato influente per ingannare un po’ di gente disinformata e senza fonti, che ha aiutato a scrivere libri farlocchi”.
Anna Pedri
 
 



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2 Commenti

  1. Poveraccia la Clinton, talmente idiota e pro radical chic, da essere riuscita a farsi battere dal duo bannon/trump ovvero la temibile coppia del non so, non capisco e del ” tanto non faccio niente per cui divento presidente “……ma quale stronzate russe,quale servizio segreto post sovietico….. Dopo otto anni di obama e con la disgrazia vivente della clinton sempre in prima fila i poveri americani , in preda alla disperazione più cupa, hanno scelto trump…..andate a dire alla botteri o a sky,esempi viventi di disinformazione, che i loro racconti dei prodigiosi anni di obama puzzano di parzialità quanto il telegiornale in Corea del nord.
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