Strasburgo, 6 apr – Ursula von der Leyen annuncia all’Europarlamento: “Colpiremo anche il petrolio della Russia, queste non solo le ultime sanzioni Ue“. La presidente della Commissione europea, intervenendo alla sessione plenaria di Strasburgo fa presente che l’Ue deve “diversificare le fonti energetiche”. Contro la Russia ci saranno nuove misure: ”Non saranno le ultime sanzioni queste, ne imporremo altre”, chiarisce, sottolineando la necessità di ”limitare la nostra dipendenza dai carburanti fossili”. Poi si rivolge alla Cina: “Non può essere neutrale, ha responsabilità per la pace“.

Von der Leyen: Colpiremo anche il petrolio della Russia con altre sanzioni Ue”

”Dobbiamo aumentare la pressione su Putin e sul governo russo – afferma la von der Leyen -. Quindi proponiamo di inasprire ulteriormente le nostre sanzioni”. Intanto le nuove sanzioni della Ue ”limitano le azioni politiche ed economiche del Cremlino. Colpiscono la Russia molto più duramente di noi”, dice convinta. Ci sono ”sanzioni sulle importazioni per un valore di 4 miliardi di euro” ed ”è la prima volta che sanzioniamo i carburanti fossili dalla Russia”. Inoltre, spiega, è stato ”vietato alle navi russe di approdare nei nostri porti”. ”I soldi degli europei non devono andare ai russi” e su questo punto ”dobbiamo tutti essere uniti”, afferma la von der Leyen.

La presidente della Commissione Ue: “La Cina non può essere neutrale, ha responsabilità per la pace”

La presidente della Commissione Ue poi si rivolge alla Cina: “Abbiamo detto che per noi è cruciale che abbia una posizione chiara contro la scelta di Putin di massacrare civili e contro i principi fondamentali dell’ordine mondiale”. La von der Leyen sottolinea che ”in quanto membro permanente del Consiglio di sicurezza dell’Onu, la Cina ha una responsabilità speciale per la pace e la sicurezza nel mondo“. Inoltre, rincara la dose, ”nessuno può essere neutrale quando ci sono aggressioni brutali contro i civili. Dobbiamo anche decidere come trattare queste violazioni nel mondo e la Cina deve prendere una posizione chiara”.

Pechino: “Circostanze massacro di Bucha devono essere verificate e accuse basate sui fatti”

In verità la Cina, per esempio, ha appena preso posizione sul massacro di Bucha, che ha scatenato le nuove sanzioni contro Mosca. La strage di civili, attribuita alle truppe russe (accusa respinta da Mosca), è condannata ovviamente anche da Pechino. L’ambasciatore cinese presso le Nazioni Unite, Zhang Jun, ha detto che le notizie e le immagini del massacro di civili uccisi a Bucha sono “molto sconvolgenti”, ma – attenzione – ha aggiunto che le circostanze devono essere verificate e che le accuse devono essere basate sui fatti.

Il rappresentante della Cina, che lo scorso 24 marzo ha votato a favore di una risoluzione sul conflitto presentata dalla Russia e bocciata dal Consiglio Onu, ha ribadito la contrarietà di Pechino alle sanzioni come via per soluzione della crisi. Chiedendo a Usa, Nato e Ue di impegnarsi per un dialogo con la Russia. Una posizione ben precisa, dunque, che ovviamente non piace alla von der Leyen. Così come all’Ue non piace che la cooperazione sino-russa non abbia limiti.

Borrell: “All’Ucraina abbiamo dato un miliardo, alla Russia diamo un miliardo al giorno”

Per quanto riguarda l’accorato appello della presidente della Commissione Ue a non dare soldi a Mosca, è l’Alto rappresentante Ue per gli Affari esteri a fare due conti. L’Ue – dice Josep Borrell – deve continuare a “fare pressione sulla Russia e ad armare l’Ucraina. Abbiamo dato a Kiev un miliardo di euro, che può sembrare tanto, ma mille milioni di euro sono quello che paghiamo a Putin ogni giorno per l’energia che ci fornisce. Dall’inizio della guerra gli abbiamo dato 35 miliardi di euro. Confrontatelo con i mille milioni che abbiamo dato agli ucraini perché si armino”, fa presente Borrell nella plenaria del Parlamento Ue a Strasburgo.

Adolfo Spezzaferro

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