Roma, 16 ott – Xi Jinping ha dato il via al XX Congresso nazionale del Partito comunista, dal quale dovrebbe uscire con un inedito terzo mandato. Proprio in quest’occasione ha pronunciato un lungo discorso programmatico, toccando i temi più caldi della politica cinese: Taiwan, Hong Kong, Covid e crescita economica.

Il discorso di Xi Jiping al XX Congresso nazionale del Partito comunista

Il discorso si è tenuto di fronte a circa 2.300 delegati nell’auditorium principale della Grande sala del popolo, in Piazza Tienanmen. Il XX Congresso nazionale del Partito Comunista rappresenta uno snodo molto atteso, con Xi Jinping che quasi sicuramente sarà riconfermato per la terza volta segretario generale del partito. Raggiunto il podio dopo un lungo applauso, Xi ha esordito: «Siamo qui per il nuovo corso del Partito, in vista della costruzione di un moderno Paese socialista». Il presidente cinese ha proseguito parlando della situazione internazionale: «Ci aspettano tempi difficili». Ha avvertito di «potenziali pericoli» mentre chiedeva che la Cina fosse «preparata agli scenari peggiori». Secondo Xi i prossimi cinque anni saranno cruciali e si verificheranno «cambiamenti globali che non si vedevano da un secolo», pertanto è necessario «adattarci e prepararci a resistere a venti forti, acque mosse e persino tempeste pericolose».

Le cose fatte e gli snodi fondamentali

Xi ha esaminato le cose fatte: «Abbiamo dimostrato grande capacità contro l’indipendenza di Taiwan. Abbiamo messo al primo posto le persone e le loro vite, lanciando una “guerra del popolo” contro il virus. Abbiamo rafforzato e attuato il modello “un Paese, due sistemi”. Abbiamo aiutato Hong Kong a entrare in una nuova fase». Proprio a riguardo di Hong Kong ha sottolineato come l’ex colonia britannica «è passata dal caos alla stabilità», con l’amministrazione della città che è ora «nelle mani dei patrioti». Il presidente cinese ha anche analizzato gli scenari economici, parlando di una crescita del Pil da 54.000 miliardi di yuan a 114.000 miliardi, ovvero circa 16.000 miliardi di dollari. Ciò fa sì che la Cina equivalga al 18,5% dell’economia globale. Secondo Xi è ora necessario puntare allo sviluppo «di alta qualità», tra «hi-tech di alto livello e meccanismo di innovazione tecnologica».

La questione Taiwan: «Non prometteremo mai di rinunciare all’uso della forza»

La parte del discorso che è destinata a fare più discutere è probabilmente quella su Taiwan. Xi ha promesso che la riunificazione «della patria ci sarà e sarà sicuramente realizzata». Ha poi sottolineato come «risolvere la questione di Taiwan è un affare del popolo cinese e spetta al popolo cinese decidere», ritenendo quindi inopportuna qualsiasi ingerenza di altri Stati nella questione. Xi ha affermata di voler trovare una vi diplomatica e pacifica per raggiungere questo obbiettivo: «Insistiamo sulla prospettiva di una riunificazione pacifica con la massima sincerità e i nostri migliori sforzi». Senza però negare l’ipotesi di un intervento armato: «Non prometteremo mai di rinunciare all’uso della forza e ci riserveremo di prendere tutte le misure necessarie».

Michele Iozzino

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1 commento

  1. Chissà perché questo popolardemocratico può fare quel cazzo che vuole con le osanna dei nostri pidocchi sinistrati mentre altri no… Probabilmente c’è sempre qualcuno più popolare che democratico..

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