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Londra, 22 gen – Le tre “scimmie sagge” sono un simbolo di buona volontà nel mondo anglosassone e non solo: speak no evil, see no evil, hear no evil, ovvero non parlare male, non vedere il male e non sentire il male (e non semplicemente “non vedo, non sento, non parlo”). Adesso, però, sarebbero un simbolo razzista.

York, le scimmie e gli “stereotipi razzisti”

Gli accademici dell’Università di York hanno deciso che le scimmie possono essere viste come uno stereotipo razziale oppressivo e hanno tolto un’immagine degli animali dal loro sito web per evitare di offendere qualcuno. Gli organizzatori di una imminente conferenza sulla storia dell’arte si sono scusati per aver utilizzato l’immagine nella loro richiesta di presentazioni. “Riflettendoci, crediamo fermamente che il nostro primo poster non sia appropriato in quanto la sua iconologia promulga un’eredità visiva di lunga data di oppressione e sfrutta gli stereotipi razzisti“, hanno scritto. “Portiamo questo alla vostra attenzione, in modo che possiamo essere ritenuti responsabili delle nostre azioni e, nei nostri privilegi, fare ed essere migliori”.

Ma sono una tradizione giapponese

Le tre scimmie sono tradizionalmente raffigurate con una con gli occhi coperti, un’altra con le orecchie coperte e un’altra con la bocca coperta. L’immagine divenne popolare in Giappone nel XVII secolo prima di diffondersi in Occidente. È associato alla scuola buddista Tendai dove sono percepiti come aiutanti per figure divine. Ma una portavoce dell’Università di York ha detto che gli accademici temono che l’immagine possa essere offensiva per le minoranze etniche.

“Scimmie usate in modo dispregiativo in passato”

“Il simbolo giapponese delle tre scimmie sagge è stato utilizzato per rappresentare una conferenza post-laurea sulle esperienze sensoriali del corpo, ed è apparso anche su un documento che chiedeva la presentazione di documenti di ricerca alla conferenza su una serie di aree, una delle quali includevano documenti che rappresentavano neri, indigeni e persone di colore “, ha detto. “È stato considerato. . . che una scimmia, che è stata usata in modo dispregiativo in passato, potrebbe offendere in questo contesto, nonostante questa non fosse l’intenzione degli organizzatori, quindi l’immagine è stata rimossa”. La scorsa notte gli esperti di cultura giapponese hanno replicato seccamente che qualsiasi riferimento razzista delle scimmie è da escludersi: è proprio vero che la discriminazione è negli occhi d guarda. Noi stessi non riusciamo a capire nei confronti di quale minoranza dovrebbero essere offensive!

Ilaria Paoletti

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1 commento

  1. Le tre scimmiette, altamente simboliche, oggi sono anche intravviste come icona anti-cellulare! La contino giusta!

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