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Gardone Riviera è stata storicamente una delle località turistiche più rinomate d’Italia subito dopo l’unità nazionale. In parte la fortuna di questo polo d’attrazione del turismo aristocratico d’antan è in parte dovuto al suo antico casinò inaugurato nel primo decennio del ‘900, ma fu verso la fine dell’800 che la località di Gardone iniziò a far parlare di sé all’estero. A smuovere i primi flussi di visitatori furono per la verità gli studi del dottore di origine tedesca Ludovico Rohden che rese noti alla comunità scientifica internazionale gli effetti benefici del clima gardonese attirando così l’interesse degli scienziati teutonici. Tra di loro vi fu il celebre dottor Koeniger che nel 1885 fondò Villa Primavera (oggi sede del palazzo comunale). Grazie al suo arrivo la cittadina si trasformò in breve tempo in una fortunata Stazione climatica invernale. Presto il turismo internazionale iniziò a frequentare la zona spargendo i semi di quella Gardone Mitteleuropea che durante la belle époque attirò gli investimenti dell’alta società tedesca. Nobili e ricchi industriali da tutte le parti della Germania venivano a svernare sul Lago di Garda insieme ad altri facoltosi e altolocati turisti della penisola. Uno dei più famosi fu senz’altro Gabriele D’Annunzio che a Gardone Riviera si trasferì definitivamente nel 1921 affittando la villa di Cargnacco un tempo appartenuta allo studioso d’arte tedesco Henry Thode, espropriato dell’affascinante edificio al termine della prima guerra mondiale. Il vate trasformò la proprietà nel Vittoriale degli italiani e qui si ritirò in volontario esilio dopo l’impresa fiumana.

Il patriota pescarese amava intrattenersi al Kur-Casino o Kurhaus, edificio progettato dagli architetti Heinrich Schäfer e Cesare Comencini aperto ufficialmente nel 1909. L’immobile in stile liberty fu al centro della vita mondana di Gardone ospitando spettacoli teatrali, veglioni e concerti. Tra croupier e giri di roulette D’Annunzio corteggiava le sue amanti circondato da la creme de la creme dell’alta società dell’epoca mentre nel 1924, una legge del regime fascista ne impose la chiusura tra le inutili proteste del vate che così scrisse a Mussolini lo stesso anno del provvedimento : “Questa riva – dopo la chiusura pudibonda del Casinò – è quasi deserta”. Lo stesso vate continuò a perorare la causa della riapertura anche negli anni successivi tanto che nel nel 1926, volle scrivere nuovamente al Duce: “Bastano due dadi e una pelle di tamburo tesa per giocare alla disperata come i lanzichenecchi”.
Le proteste non servirono a nulla e D’Annunzio lasciò le sue spoglie terrene senza poter sfogare nuovamente la sua brama di divertimento a bordo lago ma tuttavia il casinò ebbe ancora modo di riaprire i battenti. L’evento accadde durante gli anni della Repubblica Sociale e dall’ottobre del ’45 al luglio del ’46 fu teatro di svago per i tedeschi e le forze repubblichine impegnate negli ultimi scontri al termine del secondo conflitto mondiale. Successivamente, prima del terremoto del 2004 che rese inagibile la struttura, l’ex Kur-Casino venne trasformato in un cinema da 280 posti.
Ad oggi il comune ha preferito cambiare totalmente destinazione dei locali. La possibilità di rilanciare il turismo tramite la riapertura del casinò è stata stroncata sul nascere. Del resto con la competizione dei casinò online, ormai facilmente raggiungibili e alla portata di tutti grazie alla diffusione capillare di internet e di supporti multimediali come tablet, pc e cellulari, la riapertura dell’antica sale da gioco è parsa anacronistica anche alla luce dei dati di rendimento non certo entusiasmanti dei maggiori casinò dal vivo presenti sul territorio nazionale.

Il recupero della struttura post-sisma è iniziato nel 2015. Risale a questo periodo l’accordo tra Regione Lombardia, Comunità Montana Parco Alto Garda Bresciano, Comune di Gardone Riviera e Consorzio Lago di Garda Lombardia per lo sviluppo di un progetto di valorizzazione turistica del Lago di Garda con al centro l’ex casinò, trasformato in fulcro strategico del turismo gardesano con spazi per eventi, meeting ed esposizioni. I lavori, costati circa 1 milione di euro, sono stati conclusi nell’ottobre del 2020. La nuova struttura è stata intitolata a Luigi Wimmer, storico sindaco di Gardone del Garda nel 1881, tra in primi insieme a Rohden ad intuire le potenzialità turistiche del luogo legate alla salubrità del clima e alla suggestiva collocazione geografica.

 

 

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