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La correlazione tra sonno, integratori naturali e sistema cardiovascolare

by La Redazione
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Il sonno e il sistema cardiovascolare sono strettamente correlati, più di quanto si possa immaginare, nelle fasi di sonno profondo l’organismo svolge tutta una serie di attività fondamentali per il benessere del cuore e dei vasi sanguigni, quando però viviamo notti disturbate e riposiamo poco, può aumentare il rischio di sviluppare problemi cardiovascolari.

In particolare, lo stress e l’insonnia possono avere effetti negativi sul flusso sanguigno e sul cuore, aumentando il rischio di disturbi e potenzialmente di malattie cardiache. Le persone che soffrono di insonnia cronica o di altri disturbi del sonno possono essere più inclini a sviluppare disturbi psicologici come ansia e depressione, che a loro volta possono influenzare negativamente la salute cardiovascolare.

Per mitigare questi rischi, è fondamentale adottare strategie per gestire lo stress e migliorare la qualità del sonno.

 

Durante le fasi di sonno profondo che includono anche la fase REM, l’organismo si rigenera e svolge molte attività di regolazione nel sistema cardiovascolare:

  • Viene regolata la pressione sanguigna, mentre si dorme la pressione del sangue diminuisce stabilizzandosi; tuttavia, se il sonno è disturbato con frequenti risvegli questo processo può essere compromesso, portando a pressioni più alte durante il giorno. L’ipertensione arteriosa è un importante fattore di rischio per le malattie cardiovascolari, tra cui l’ictus e le malattie cardiache, se si soffre di ipertensione, dormire bene è un’ottima abitudine per prevenire e tenersi sotto controllo.
  • Risposta infiammatoria, mentre si dorme il sistema immunitario si organizza per dare una risposta a stimoli infiammatori nel corpo. La privazione cronica del sonno o il sonno di scarsa qualità può compromettere l’attività antinfiammatoria e quando i livelli d’infiammazione sono elevati si rischia l’insorgere di malattie cardiovascolari, come l’aterosclerosi.
  • Sistema nervoso autonomo, durante il sonno, il sistema nervoso autonomo regola diverse funzioni corporee, tra cui la frequenza cardiaca e la respirazione. Il sonno di qualità aiuta a mantenere un equilibrio tra il sistema nervoso simpatico (che aumenta la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna) e il sistema nervoso parasimpatico (che riduce la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna). Lo stress e l’insonnia portano ad un sonno disturbato che può contribuire alla comparsa di aritmie cardiache, e battiti irregolari o rapidi. Questo può aumentare il rischio di complicanze cardiovascolari, inclusi ictus e attacchi di cuore
  • Glicemia e resistenza insulinica, il sonno influisce sul metabolismo e sulla regolazione del glucosio nel sangue oltre che la sensibilità all’insulina. La privazione del sonno può portare a sbalzi metabolici con un aumento della glicemia e della resistenza insulinica. Questo può avere implicazioni negative per la salute cardiovascolare, in quanto l’iperglicemia e l’insulino-resistenza sono associati a un aumentato rischio di malattie cardiache.

 

Per mitigare questi rischi, è fondamentale adottare strategie per gestire lo stress e migliorare la qualità del sonno. Ciò può includere pratiche di rilassamento, come la meditazione e la respirazione profonda, un’attività fisica regolare, una dieta equilibrata, evitare la caffeina e l’alcol prima di coricarsi, e stabilire una routine di sonno regolare.

Ma infondo sappiamo che tutto questo non basta, i ritmi frenetici di oggi, lavorativi e di stile di vita, portano facilmente stress e notti in bianco – integrare nella propria routine rimedi naturali più mirati per alcune persone può essere fondamentale.

 

Integratori naturali per dormire meglio

Passiflora, Camomilla, Valeriana i classici rimedi per la buonanotte, ma basteranno?  Spesso si soprattutto quando lo stress è passeggero e si ha uno stile di vita abbastanza equilibrato, ma sempre più persone ricorrono ad altro a qualcosa di più efficace.

Ci sono diversi rimedi naturali “innovativi” che possono aiutare a migliorare la qualità del sonno. Eccone 2 significativi:

Melatonina

 

La melatonina è un ormone naturale sintetizzato dal nostro organismo che regola il ciclo sonno-veglia. Lo stress e l’ansia ne inibiscono la produzione, è molto in voga oggi integrare questa sostanza per godere del suo effetto sedativo.  Integratori di melatonina possono essere utilizzati per aiutare a regolare i ritmi sonno-veglia e migliorare la qualità del sonno, specialmente per coloro che hanno problemi di insonnia o jet lag. C’è però da dire che la questione è controversa perché non tutte le persone ne percepiscono i benefici e cosa più importante l’assunzione per molto tempo non è consigliata, è abbastanza facile che dopo un periodo iniziale l’efficacia dell’integratore diminuisce dovendo aumentare il dosaggio.

 

Cannabidiolo

Il cannabidiolo (CBD) presente nella canapa è un cannabinoide non psicoattivo e potrebbe essere una sostanza particolarmente interessante sia per il rilassamento serale, la promozione del sonno profondo. Gli esperti di canapa del team Greenorganics ci hanno risposto sui principali motivi per cui l’olio al CBD potrebbe essere un aiuto in questo contesto.

Il CBD è una sostanza che può fare da jolly andando ad agire in modo più completo: per quanto riguarda il sonno, questa sostanza aiuta a regolare la produzione di melatonina interagendo con specifici recettori nella ghiandola pineale e aiuta a rilassare mente e corpo, sono diverse le ricerche che hanno visto un aumento della fase di sonno REM grazie all’utilizzo di questa sostanza.

L’azione si completa grazie ai benefici del CBD sul cuore e sul sistema cardiovascolare, questo cannabinoide infatti è conosciuto in ambito fitoterapico per i suoi efficaci effetti antinfiammatori e miorilassanti che contribuiscono alla regolazione del ritmo cardiaco e della pressione – nel contesto del flusso sanguigno ha effetti vasodilatatori (aiuta ad allargare i vasi sanguigni), riduce lo stress ossidativo e regola l’azione delle citochine, avendo implicazioni nella regolazione delle condizioni infiammatorie e autoimmuni.

 

Ci sono però alcuni aspetti da considerare, sono ancora in corso ricerche per comprendere meglio il funzionamento dei cannabinoidi e soprattutto è bene consultare un professionista prima di un eventuale utilizzo in particolare se si sta assumendo farmaci ansiolitici, per la pressione o betabloccanti.

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