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Palermo droghe leggerePalermo, 12 ott – È successo davvero: nella seduta comunale del 10 ottobre il Consiglio Comunale di Palermo ha approvato a maggioranza schiacciante una mozione che prevede la legalizzazione delle droghe leggere. Di 30 consiglieri, 27 hanno votato favorevolmente, solo 3 gli astenuti. Nessun contrario tra i membri del centro-destra. La mozione, presentata dai consiglieri Alberto Mangano (Idv) e Antonella Monastra (Pd), prevede il “passaggio da un impianto normativo proibizionista a un impianto che punti alla legalizzazione di produzione e distribuzione delle droghe definite comunemente”. Tradotto: il Consiglio di una città oberata da disoccupazione, emergenza abitativa, povertà, traffico e inquinamento ha approvato una mozione per far pressione sul Parlamento affinché legalizzi le droghe leggere.

Con quali motivazioni? “Da dati ufficiali – dice Antonella Monastra – risulta che il 20% dei suicidi in carcere avviene fra il 1° e il 7°giorno di detenzione. L’identikit di coloro che si suicidano è quello dei cosiddetti “nuovi giunti”, ragazzi tra i 18 e i 30 anni, con una prevalenza dei più giovani – per non parlare del carcere minorile. Se si considera che nelle carceri italiane il 50% dei detenuti è costituito da persone che hanno commesso reati legati agli stupefacenti, penso che la legge Fini Giovanardi del 2006, dichiarata illegittima nel 2014 dalla Corte Costituzionale, abbia sulla coscienza molti suicidi di giovani sbattuti in carcere perché trovati in possesso di uno spinello che superava le dosi imposte da questa legge paternalista e repressiva. Inoltre, con il superamento delle dosi minime previste anche dalla precedente legge, le conseguenze investono allo stesso modo chi fa uso personale di cannabis (con relativi quantitativi) e chi spaccia. Ragazzini spesso ignari delle conseguenze di ciò che fanno sono marchiati a vita , se non finiscono in galera”.

Quindi lo Stato non deve fare prevenzione ed educare al rifiuto delle sostanze stupefacenti, ma deve vendere erba per evitare i suicidi in carcere. Incredibilmente, ma neanche troppo, nessun membro del centro-destra ha votato contro la mozione. Si sono astenuti Alotta (Pd), Tantillo (Fi) e Calì, esponente di Noi con Salvini a Palermo e membro del Gruppo Misto in Comune.

Roberto Guiscardo

4 Commenti

  1. ci sono persone “a rota”dello stadio con tanto di accoltellamenti e spreco di forze dell’ordine,state tutti a “rota”di smartphon per cui gestiti dal Golem,e cio’ che la natura ha dato all’uomo e’ gestito dalle mafie politiche italiane.l’pocrisia e’ un male difficile da combattere,perche’ proprio gli ipocriti abusano di droghe legalizzate dalle case farmaceutiche.si chiamano psicofarmaci,tra i piu’ venduti nelle nostre massoniche farmacie.e annamo svejateve!

  2. .Gli stupefacenti fanno danni, tutti, anche le canne, lo stato dovrebbe fare prevenzione, ma può al tempo stesso porre il suo sigillo.di monopolio su alcolici e sigarette, essere biscazziere e incentivare l’uso di psicofarmaci?
    Il problema e controverso, e andrebbe affrontato con pragmatismo e non ideologicamente.
    Il punto secondo me è un altro: in un momento di crisi come questo le priorità della politica dovrebbero essere altre.
    Io prnso che la questa spinta verso la legalizzazione delle droghe sia, assieme al reddito di cittadinanza, uno strategemma per anestetizzare quella parte di popolazione potenzialmente pericolosa, che potrebbe ribellarsi. Elemosina di stato e famose una canna e una gioventù sempre più svirilizzata è sistemata.

  3. O si fa come Duterte, o a quel punto tanto vale legalizzare:
    si spostano i soldi dalle mafie allo Stato, e c’è un controllo di qualità sul prodotto (le schifezze usate per tagliere le droghe fanno peggio delle droghe stesse).
    Le vie di mezzo invece fanno male su tutti i fronti…

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