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Roma, 28 mag – Il controverso ddl Zan continua a tenere banco nel dibattito politico, e infatti si è parlato anche di questo nella puntata di Dritto e rovescio andata in onda ieri sera su Rete4. Tra i vari ospiti invitati da Paolo Del Debbio, era presente in collegamento Alessandro Santini, consigliere leghista a Viareggio e gay dichiarato. Il quale, peraltro, è fortemente contrario al disegno di legge richiesto a gran voce dalle lobby Lgbt. E per questo è stato subissato da un mare di insulti e minacce: «Da capogruppo della Lega a Viareggio, sono stato sepolto nel fango dopo che in Consiglio comunale ho espresso la mia idea sul ddl Zan, e ho parlato anche di quel che è un po’ il mio pensiero sull’utero in affitto e sulle adozioni gay», è stata la denuncia di Santini.



Il gay leghista contro le lobby Lgbt

Il leghista gay si sofferma poi a spiegare perché le sue parole sono state accolte con disapprovazione, fino a portare alle minacce in rete: «Il poter dire in Consiglio comunale che non tutti i gay sono di sinistra, che non tutti i gay di destra la pensano come i gay di sinistra, ecco questo non è accettabile», aggiunge Santini. Che poi prosegue: «Purtroppo il sottolineare che la Lega non è un partito omofobo, e che Salvini ha una sua visione della tutela delle minoranze e ha presentato un suo disegno di legge, che va sì a contrastare il ddl Zan, ma che salvaguarda la possibilità di tutti di dire la propria parola, beh, a sinistra questa cosa non viene accettata».

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Gli omosessuali a cui non piace il ddl Zan

In buona sostanza, conclude Santini, «alla sinistra non va bene che un gay di destra possa pensarla diversamente, che non sia a favore delle adozioni omosessuali, che non sia a favore dell’utero in affitto. Questo è inaccettabile, e quindi vieni attaccato e massacrato». Insomma, le parole di Santini pesano come un macigno, proprio perché pronunciate da un gay leghista, e cioè una categoria che, nell’immaginario delle lobby Lgbt, non dovrebbe neanche esistere (e basta vedere la reazione piccata di Cecchi Paone per rendersene conto). Eppure, nonostante la vulgata arcobaleno, sono tanti gli omosessuali che non si riconoscono in questi gruppi di potere e che, inoltre, avversano con decisione il ddl Zan. Ecco, sarebbe il caso di farli parlare più spesso.

Il video

Elena Sempione

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