Roma, 23 ott – Nel corso della scorsa campagna elettorale abbiamo nuovamente assistito alla consueta narrazione volta a “fascistizzare” chiunque non si adegui al pensiero unico. Confronti incentrati su visioni, proposte e programmi politici delle varie fazioni non ve ne sono, di fatto, stati. Al contrario, la priorità si è rivelata essere quella di screditare i partiti del centrodestra attraverso espedienti mediatici poco veritiere e volutamente parziali. Appare pertanto doveroso denunciare i rischi che tali operazioni hanno comportato fino ad oggi e che, probabilmente, produrranno anche in futuro.



In primis, l’alterazione anche del più basilare confronto ha prodotto ulteriore sconforto e diffidenza tra gli italiani. Motivazione che ha certo contribuito a provocare l’astensionismo di numerosi elettori. Inoltre, la forza politica su cui si è maggiormente riversato il fango mediatico e politico è stata Fratelli d’Italia, unico partito d’opposizione oggi in parlamento. Modalità che non donano alcuna credibilità ad una nazione sempre pronta a definirsi pienamente democratica e a moralizzare contro chiunque non si accodi a tale narrazione.

Mozione contro i movimenti “eversivi” o solo in difesa del pensiero unico?

Appare chiaro che nel prossimo futuro servirebbe una totale svolta comunicativa, da parte soprattutto dell’opinione pubblica, che basi sulle idee e non sul terrorismo psicologico anche l’opposizione politica. Auspicabile eventualità che però stentiamo a ritenere fattibile. Lo spettro della caccia alle streghe da instaurare nel corso della campagna elettorale sembra infatti l’alleato ideale con cui la sinistra e l’apparto mediatico cosiddetto “mainstream” continueranno ad accompagnarsi. Le mozioni parlamentari volte a sciogliere tutte le organizzazioni politiche considerate “eversive”, di ispirazione “nazifascista” e nostalgiche dei regimi nascondono un’intenzione ben precisa: utilizzare le definizioni appena riportate contro tutti coloro che si dimostrino ostili al politicamente corretto, al pensiero unico ed all’ideologismo liberal, così da promuovere l’annullamento di qualsiasi critica verso esso.

Tommaso Alessandro De Filippo

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