Roma, 23 gen – Spesso l’attività lobbistica si riconduce ad un qualcosa in contrasto con la legge, analoga a un “complotto” e spesso utilizzata come retrovia dai teorici del cospirazionismo per ridurre la realtà ai minimi termini, sempre a un grande e iper-strutturato ordine mondiale. In realtà non è così. Vediamo allora gli aspetti sia filosofici che pratici dell’attività di lobbying.

Partiti politici, amici o nemici delle lobby?

I partiti politici infatti sarebbero teoricamente “antagonisti” delle lobby. Queste ultime non a caso sono innanzitutto strutture che devono coinvolgere attività di pressione sul decisore pubblico affinché venga soddisfatto un loro interesse. Ve ne sono di tutti i tipi, dalle lobby no-profit (ad esempio Amnesty International o le Ong), alle strutture di pressione già inserite nelle istituzioni mediante collaboratori parlamentari o uffici stampa istituzionali spesso vicini sia al Parlamento oppure allo stesso governo. Durante la Prima Repubblica, quando i partiti avevano il predominio, le lobby venivano definite già come “un cancro per la democrazia” in virtù della loro antitetica opposizione. Infatti cominciarono a prendere peso successivamente a Tangentopoli, con la crisi del partito politico, come unico mediatore fra istituzioni e cittadini (art.49 Cost.). Queste organizzazioni rapidamente si inserirono nel panorama pubblico e ora spesso sono loro a condizionare le scelte dello stesso decisore, sia pubblico che politico.

L’Italia viene da una tradizione filosofica riguardo il concetto di democrazia analoga a quella della Francia, vi è la trasposizione della visione di Rousseau sul contratto sociale e su come la volontà generale della collettività sia funzionale per la realizzazione della democrazia rappresentativa dove solamente i cittadini possono decidere per loro. A differenza di Stati Uniti e Inghilterra ove invece è necessaria una mediazione fra cittadini e partiti con un terzo attore, la lobby appunto.

Attività di lobbying, la mancata trasparenza

La motivazione per la quale che vi è una mancata approvazione di queste organizzazioni nel nostro paese è per via della mancata trasparenza che perviene nel contatto che esse hanno con i partiti politici nella realizzazione del processo decisionale. Infatti nei Paesi anglosassoni, ma anche in Polonia e Svezia, il modello lobbistico è basato sulla trasparenza, ossia tutti possono osservare come avviene il processo d’influenza sul decisore pubblico e tutto viene trascritto in dati pubblicati sui siti web, anche delle istituzioni che hanno avuto il contatto con il gruppo di pressione. Mentre il modello italiano, come in Argentina e Spagna, è poco chiaro, sia per assenza di trasparenza, che per il motivo che gli stessi che hanno inserito delle norme (per altro poco chiare e sparse senza alcuna integrazione) per la regolamentazione del lobbying in Italia, sono gli stessi che le violano.

Non vi sono disposizioni raccolte in testi organici con lo scopo di definire sul piano normativo questo fenomeno, ad esempio un “Testo Unico sull’attività di lobbying” come invece avviene in altre nazioni come gli Usa dove addirittura il processo di regolamentazione giuridica era partito già dalla fine del secondo dopoguerra. Inoltre riprendendo il paradigma della “casa di vetro”, in Italia questa “casa” è completamente oscura, nessuno può osservare come avviene il processo d’influenza, i dati sono sparsi, confusionari e poco chiari, soprattutto per quanto perviene le fonti di finanziamento ai partiti politici riguardo le campagne elettorali (Matteo Renzi con l’inchiesta “Open” ne dovrebbe sapere qualcosa). Di conseguenza ecco perché il lobbying in Italia è percepito come qualcosa di negativo o criminale, proprio per via della mancata chiarezza sia dei partiti che delle istituzioni.

Giulio Romano Carlo

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2 Commenti

  1. le lobby vanno messe fuori legge,punto.
    e i lobbysti,corruttori trafficanti di influenze e sottobraccisti vari vanno buttati in una fetida cella con DECINE di anni di galera da scontare.

    perchè il popolo italiano vuole una democrazia VERA,e quanto più possibile diretta:non una farsa dove deputati,senatori e ministri vengono comprati come frutta al mercato e poi promulgano leggi che
    fanno gli interessi di parte,di spa e stati esteri CONTRO gli interessi dell’italia e degli italiani.

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