Roma, 30 ott – L’affossamento del ddl Zan dovrebbe far riflettere la sinistra, ma non sarà così. “Se questa è la destra” potrebbe essere il titolo del libro scritto dalla sinistra italiana per i presenti e per chi ha da venire. Dall’osservatorio della sinistra gli eredi di quelli che combattevano nascosti tra i monti valutano e giudicano impunemente il grado di presentabilità del resto della nazione, tranciando giudizi ignominiosi e diffamatori. O, almeno, per chi s’offende per un “fascista!”.



Questa destra, quella di oggi, variegata e multiforme, non è accettabile. Quella di ieri era quella, prima, di Berlusconi e, prima ancora, di Almirante. Peggio che mai: il primo è l’ultraindagato della seconda repubblica e il secondo è il fascistissimo firmatario delle legge razziali, il cui percorso democratico non lo ha mai redento dal peccato originale. Oggi, Salvini e Meloni sono addirittura posti fuori dall’arco democratico dai sinceri democratici, tanto per dare un’idea della follia in cui vivono questi signorotti. Inoltre, l’indigeribilità della sonora bocciatura del ddl Zan ha reso più bavose le bocche dei suoi promotori. I quali pensavano di essere riusciti a tracciare il confine entro il quale sarebbero rientrate le persone perbene e oltre il quale sarebbe finiti i maiali omofobi che però, sotto sotto, sono anche un po’ froci.

Così è stato rovesciato lo squallido tentativo del ddl Zan

Che dire: questo gioco al massacro gli si è rovesciato contro e sono rimasti loro travolti dalla marea di snobismo e odio di classe di cui sono portatori sin dalle loro origini. Sin dalla nascita della famigerata questione morale. Immorale è stato invece il tentativo squallido di dividere ancora una volta la società italiana già frammentata da due anni di pandemia gestita coi piedi e da una lotta intestina che va avanti da un quarto di secolo. Fomentata e portata avanti con lo stesso piglio utilizzato oggi per metter fuori gioco gli arcinemici.

Tutto ciò non solo è immorale ma è anche immensamente vile poiché il tutto si concentra sullo sputtanamento di persone e partiti attraverso accuse così fumose che risulta impossibile scrollarsele di dosso. Come si fa a provare il proprio rispetto per i gay? Non si può, e questo è lo scacco matto che i sinistri tentano di effettuare ogni volta. Il parlamento a questo giro ha tenuto duro sul ddl Zan e non si è piegato, tramite il voto segreto, al ricatto moralistico dei promotori arcobalenisti. Ha preso a calci il loro attacco violento. E loro oggi sbuffano e ringhiano in tutti gli spazi pubblici concessigli, invocando una giustizia divina in grado di polverizzare quella giornata speciale in cui il parlamento italiano, per vari motivi, si è eretto in difesa della libertà.

Lorenzo Zuppini

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