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Roma, 9 feb – Tutti con Draghi, tranne la Meloni. Berlusconi e Salvini garantiscono l’appoggio al governo in fieri e non pongono condizioni. “Ho confermato al presidente incaricato il nostro sostegno, il sostegno di Forza Italia con la sollecitazione di adottare scelte di alto profilo tenendo conto delle indicazioni dei partiti ma decidendo in piena autonomia”. Così Silvio Berlusconi, dopo l’incontro con il premier incaricato Mario Draghi, non ha fatto altro che ribadire la piena fiducia di Forza Italia. Nessuna sorpresa, come scontato il leader di Fi è arrivato a Roma semplicemente per una formale ratifica.



Berlusconi: “Non è governo politico”

“Questo non significa la nascita di una maggioranza politica tra partiti alternativi per natura, storia e valori. E’ invece la risposta a una grave emergenza e durerà per il tempo necessario a superare questa drammatica crisi sanitaria, sociale e economica”, afferma Berlusconi. Un governo guidato da Draghi, per il leader di Fi, è “una risposta credibile di fronte all’Europa e al mondo, una risposta anche unitaria che avevamo chiesto per primi e che trova piena corrispondenza nell’invito rivolto dal Capo dello stato a tutte le forze politiche ad assumersi la loro responsabilità”.

Salvini: “Incontro intenso e utile”

“E’ stato un incontro molto intenso e utile, spero reciprocamente, stimolante, abbiamo parlato di tante cose, non di ministeri, governi politici e tecnici e non ne parleremo perché abbiamo fiducia nell’idea di squadra per l’Italia“. Così Matteo Salvini dopo l’incontro con Draghi. “Abbiamo parlato di Europa, il nostro obiettivo è che l’Italia torni protagonista in Europa. Ci interessa che si faccia l’ interesse nazionale in Ue. No all’austerità, ed è condiviso. No a patto, lacrime e sacrifici”, dice Salvini. “Mi fa piacere che il professor Draghi abbia citato il modello Genova, con burocrazia zero, mi fa piacere che abbia condiviso la nostra idea”, specifica il leader della Lega. Per Salvini si è trattato di un “secondo incontro utile, proficuo, speriamo che nessuno si metta di traverso”.

Detto del sostegno incondizionato di Berlusconi e Salvini, sorpresa anche Beppe Grillo si è recato alla Camera per incontrare Mario Draghi.
Il garante del M5S non figurava infatti nella delegazione pentastellata chiamata al secondo giro di consultazioni per discutere sulla formazione del nuovo governo. Nel frattempo gli iscritti al Movimento attendono di sapere a quali quesiti dovranno rispondere a partire da domani sulla piattaforma Rousseau.

Alessandro Della Guglia



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