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Brexit, sondaggi e “sindrome di Hillary”. Quella sinistra che non si è ancora ripresa

by Valerio Benedetti
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L'anti Brexit Beppe Severgnini

Roma, 13 dic – Dopo l’euforia, le lacrime. Ormai è un meccanismo ben rodato: la sinistra si auto-illude che tutto vada bene, che la «società civile» sia immune dalle folate populiste, pubblica sondaggi che infondono speranza e ottimismo. Poi, immancabilmente, le urne raccontano un’altra storia. E lì partono gli alti lamenti da vecchia zia: «O signora mia, ma dove andremo a finire?». Il referendum per la Brexit e l’elezione di Trump – tra il remain che avrebbe trionfato e Hillary Clinton in vantaggio fino all’ultimo – ci hanno invece restituito le facce impietrite di Beppe Severgnini e Giovanna Botteri, increduli di fronte al rovinoso crollo delle loro convinzioni maturate tra solidissime torri d’avorio.

«Nessuno vuole più la Brexit» (cit.)

Questo bel bagno di realtà avrebbe dovuto essere salutare. E invece la sinistra, affetta da quella che possiamo chiamare la «sindrome di Hillary», ha continuato ad alimentare illusioni per poi consegnarsi impreparata a bruschi risvegli. Certo, in vista delle elezioni britanniche, nessuno ormai poteva sostenere che Boris Johnson non ce l’avrebbe fatta. Anche se a una vittoria così netta di «BoJo» credevano in pochi. Ma nei mesi precedenti sono state parecchie le voci che ci raccontavano di una Gran Bretagna che si era pentita della Brexit. Ecco un piccolo florilegio delle perle più succose: In Inghilterra tanti hanno cambiato idea. E ora dicono: «Restiamo» (Agi); «pressoché tutti i sondaggi degli ultimi mesi prevedono, in caso di secondo referendum, una vittoria del ‘Remain’» (Youtrend); Nessuno vuole più la Brexit: cinque milioni di inglesi firmano per il «remain» (Globalist). Le citazioni potrebbero moltiplicarsi, ma ci fermiamo qui.

Hillary, pagaci da bere

Da tutto questo emerge che la sinistra, vittima della sindrome di Hillary, preferisce continuare a raccontarsi la favola della buonanotte, anziché fare i conti con la realtà. I media mainstream hanno bombardato gli elettori britannici per tre lunghi anni, e hanno ripetuto sempre lo stesso mantra: il leave lo hanno voluto i bifolchi e i vecchi rincoglioniti, mentre i giovani e i cittadini colti sono per la Ue, devono solo trovare il tempo di andare a votare tra un apericena e l’altro. Ecco, stavolta il tema dominante delle elezioni era proprio la Brexit. Impossibile che i giovani londinesi con lo smartphone sempre connesso in mano e i valori globalisti nel cuore non lo sapessero. Eppure, Boris Johnson e il suo slogan Get the Brexit done («realizziamo la Brexit») hanno sbancato. Ma alla fine va bene così: la sinistra continui pure a cullarsi nel suo mondo fatato. Dove i giovani sconfiggono il populismo e Hillary è ancora in vantaggio.

Valerio Benedetti   

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6 comments

Commodo 13 Dicembre 2019 - 1:05

LORO non ce lo hanno un MONDO FATATO! LORO debbono distruggere l’ EVENTUALE MONDO, FATATO OPPURE NO, degli ALTRI! Inquinarlo ed impestarlo in ogni MODO IMMAGINABLE & POSSIBILE e renderlo INVIVIBILE! Sono ENTITA’ DEMONIACHE in veste (pressappoco) UMANA! Prova ne sia che LORO NON VOGLIONO VIVERE nella BRODAGLIA in cui vorrebbero COSTRINGERE gli ALTRI a VIVERE!!! Esempi: “BOLLE alla CAPALBIO! E vite CANDIDE COME GIGLI alla: “Happy DAYS”!!! E Wilbur WHATELEY/gadlerner vuole aprire orridi portali ad ogni SCHIFO! PER NOI!!!!!

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SergioM 13 Dicembre 2019 - 2:03

Non fate più entrare a San Siro quel faccia da pirla menasfiga !

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Jos 13 Dicembre 2019 - 3:00

.somiglia a un prete che in chiesa “prega” bella ciao..deve essere un fatto di DNA..ormai non gli è rimasta neanche la canna del gas….

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Fabio Crociato 13 Dicembre 2019 - 9:50

Commodo ha centrato: tanti di loro praticano il sadismo politico (così conquistano anche i masochisti).

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Andrea 13 Dicembre 2019 - 11:18

Povero Peppino Severgnini, non ne azzecca mezza! E sbaglia più spesso proprio quando fa previsioni sull’Italia, dove è nato, sull’Inghilterra, dove ha vissuto per anni e sugli USA dove ha abitato. Sembra che di quei Paesi e dei loro popoli non abbia capito un bel niente! La cosa strana è che continua a essere ritenuto uno stimato opinionista, opinione evidentemente non condivisa da chi gli ha tolto la direzione di 7 quella rivistina data in omaggio col Corriere. Ma perché lo chiamano sempre in TV? Che vada pure a S. Siro ma non allo stadio, all’ippodromo!

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