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Roma, 4 mag – Nel dibattito pubblico continua a tenere banco il caso Fedez (e già questo la dice lunga sul livello del dibattito politico italiano). Sia come sia, sulla vicenda è intervenuto anche Federico Rampini, che però ha ampliato il discorso, non perdendo troppo tempo sulla misera persona di Federico Lucia, in arte Fedez. Anche perché, durante Quarta Repubblica, Nicola Porro aveva esplicitamente chiesto ai suoi ospiti di valutare lo status del rapper come «nuovo eroe della sinistra». E Rampini non perde tempo, inserendo Fedez in una tendenza più generale: «Io sono molto perplesso su quella deriva, visibile negli Usa come in Italia, che porta la sinistra a diventare il partito delle celebrity, il partito delle star dello spettacolo».



Il conformismo degli artisti

Insomma, per il corrispondente di Repubblica dagli Stati Uniti, nonché autore del pamphlet La notte della sinistra, il problema è ben più vasto: «Guardiamo alle serate degli Oscar, che stanno diventando una serie di comizi politici, delle sedute di indottrinamento politicamente corretto. Il mondo dell’arte, dello spettacolo e dello sport – con le celebrity multimilionarie del football – è schierato in modo massiccio, prevedibile, compatto a favore degli immigrati, della battaglia antirazzismo, dei diritti dei gay, della lotta contro il cambiamento climatico», prosegue Rampini, che giustamente amplia la visuale ben oltre Fedez. «Io vedo due problemi. Innanzitutto, dovremmo smettere di dire che questi artisti sono molto coraggiosi. In realtà, visto che in quel mondo la pensano tutti allo stesso modo, ormai è una forma di conformismo. Poi posso anche condividere quei valori, ma non mi si parli dello stesso coraggio che aveva Pasolini, il quale, per essere gay, probabilmente ci ha rimesso la vita. Era un’altra Italia e ben altri erano i valori dominanti allora».

Rampini affonda Fedez e la sinistra

E il secondo punto? «Inoltre, la sinistra che diventa il partito delle star, delle celebrity, non si accorge di perdere credibilità verso quella che dovrebbe essere la sua base popolare. Né negli Stati Uniti né in Italia piace la politica affidata ai multimilionari come portavoce della sinistra. Basti pensare a quello che è successo nel Partito democratico Usa. Alle primarie il mondo delle star tifava per candidati donne, neri, omosessuali ecc., ma alla fine la pancia del Partito democratico e la comunità afroamericana sono state decisive nella vittoria di Biden, e cioè un maschio bianco anziano e moderato». Insomma, per Rampini il problema non è Fedez, ma tutto il mondo dello spettacolo che è tremendamente conformista e totalmente sganciato dalla realtà. Chissà se i fan sinistrorsi dei Ferragnez se ne renderanno mai conto.

Il video

Vittoria Fiore

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1 commento

  1. E’ indubbiamente bravo F.Rampini, ma se fosse veramente di sinistra dovrebbe anche citare Pelosi…

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