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Roma, 30 mag – Il centrodestra ha capito, forse tardi, che perdere le comunali per ritardi nella scelta dei candidati, dovuti a incongruenza nazionali, sarebbe stato un autogol imperdonabile. Il blocco giallofucsia, che si pensava che potesse portare un fronte compatto sia a livello nazionale che a livello locale, non sembra per il momento avere un nome comune per nessuna delle grandi città. In particolare Milano e Roma.

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Alle Comunali di Roma il centrodestra non sa che fare

Il nome che fino ad una settimana fa sembrava forte su Roma era quello di Gasparri. Il giudizio popolare, soprattutto sui social, ha bocciato completamente questa idea, non ritenendo idoneo un nome politico che sembra il riassunto di una riunione in cui si è cercato di spartire dei ruoli all’interno dei partiti della coalizione. Un ulteriore problema sulla sua candidatura arriva dalla scissione all’interno del suo partito cui il sindaco di Venezia, insieme a Toti, ha strappato oltre 20 tra senatori e deputati con un nuovo partito centrista.

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La convergenza verso il centro, invece, non c’è stata forse più per volontà di Calenda che del centrodestra. Nelle ultime settimane si era infatti parlato anche della possibilità di andare con una lista unica che avrebbe appoggiato l’ex inquilino del ministero allo Sviluppo economico. Le critiche rivolte da Calenda alla coalizione, a livello nazionale, e l’attesa per capire se ci fossero possibilità di scendere in campo con il Pd, ha escluso completamente questa opzione. Il nome che sembra ormai quasi ufficiale e che quindi, indirettamente, scrive la linea del centrodestra è quello di Michetti, vicino a Giorgia Meloni ma rientra comunque in un nome “civico”.

Milano: Racca temporeggia, Salvini insiste

Beppe Sala, l’attuale sindaco di Milano, non può sicuramente essere considerato il miglior sindaco italiano. Rispetto a Roma, che esce dalla peggior gestione dal dopoguerra targata M5S, potrebbe sicuramente mantenere la maggioranza dei voti dall’ultima elezione. La presidente di Federfarma Annarosa Racca al momento non si sbilancia e quindi parte la ricerca di un altro candidato. Rimane difficile al momento il nome di un’altra donna al suo posto. Era girato il nome di Sallusti ma il suo approdo alla direzione di Libero ha allontanato definitivamente la sua candidatura. Feltri e Del Debbio rimangono nomi caldi, al momento impensabile la disponibilità del primo più vantaggiosa invece sarebbe quella del conduttore di Dritto e Rovescio, legato da tempo a Forza Italia con convergenze verso destra con appoggi sempre più evidenti verso Fratelli d’Italia. Resta quindi anche a Milano la linea di Roma ovvero individuare un “non-politico” come nome chiave per i comuni proprio come avverrà a Napoli dove sembra ormai certa la candidatura del magistrato Catello Maresca su cui l’informazione di sinistra è già partita con la macchina di fango per impedirne o, almeno, screditare la campagna elettorale.

Ilario Maiolo

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1 commento

  1. Persino Grillo è riuscito a vincere sul “modernista” asse Roma-Torino… Basta figure di M.!

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