Roma, 25 nov – “C’erano già voci su Abou…”. Il caso Soumahoro assume contorni sempre più grotteschi. Da paladino dei migranti osannato da omnia media correct, il deputato di origini ivoriane viene ora scaricato da buona parte della sinistra che lo aveva reso un totem intoccabile. Basti ricordare la copertina de L’Espresso, in cui Soumahoro compariva accanto a Salvini con il titolo “Uomini e no”. Un atteggiamento piuttosto incredibile se consideriamo che personaggi come Mimmo Lucano, dalla stessa sinistra sono stati difesi a spada tratta anche in seguito alle condanne subite, mentre Soumahoro al momento non risulta neppure indagato. Ecco allora che le parole di Luigi De Magistris, interveuto a Omnibus, su La7, risultano piuttosto emblematiche.

De Magistris: “C’erano voci su Soumahoro, vicenda opaca…”

“C’erano voci su Abou… già da prima, anche durante la campagna elettorale, che non venivano da avversari politici di Aboubakar”. Ma cosa intende dire l’ex magistrato, nonché ex sindaco di Napoli? Quali voci e di che tipo? “Non voglio dire che è stato usato Abou, ma che è stato candidato nella consapevolezza che c’erano vicende quantomeno opache che l’attraversavano conosciute non dai suoi nemici”, dice De Magistris. Una dura frecciata lanciata proprio contro gli amici di sinistra di Soumahoro e in particolare nei confronti di Verdi-Sinistra Italiana che ha deciso di candidare l’attivista. Secondo De Magistris tra loro c’era già chi era a conoscenza di certe “vicende opache”.

Poi l’ex giudice dice di temere un contraccolpo per tutto quel mondo politico che lo aveva scelto come simbolo. “Quando sei simbolo, vuoi dell’antimafia, vuoi dei diritti degli ultimi, vuoi della lotta per l’ambiente, vuoi per un Paese più giusto, devi alzare il livello etico in una maniera altissima perché altrimenti si rischia di buttare a mare una stagione di lotte che invece devono esssere preservate indipendentemente dai singoli. Però Abou – continua De Magistris – era un simbolo ed è ancora un simbolo per molti. Quindi questa vicenda è uno tsunami…”.

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Alessandro Della Guglia

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