Roma, 24 gen – Il sospetto c’era da tempo, e ormai non fanno che arrivare conferme: la democrazia non piace (più?) ai media mainstream. Ad ammetterlo con invidiabile candore è stata oggi Claudia Fusani, giornalista del Riformista. Durante la puntata di Coffee Break, andata in onda stamattina su La7, l’ex penna di Repubblica è stata particolarmente chiara: «La democrazia è in crisi, non è più uno strumento sufficiente». Così, senza peli sulla lingua. Senza vergogna.

Pretoriana di Draghi

Ma inseriamo questa sorprendente dichiarazione nel suo contesto. L’argomento della discussione è, neanche a dirlo, l’elezione del presidente della Repubblica. Gaetano Pedullà, direttore della Notizia e anche lui in collegamento, formula alcune critiche all’indirizzo di Mario Draghi, che cova il sogno di insediarsi al Quirinale. Claudia Fusani, però, non ci sta, e difende a spada tratta l’ex governatore della Bce, in particolare sul Pnrr. Detto questo, la giornalista si lascia andare a questa considerazione sulla politica italiana: «Io non la vedo così drammatica. Che siamo alla fine di un ciclo politico non c’è dubbio: il sistema dei partiti, di questi partiti, sta finendo, se ne dovrà formare un altro».

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La democrazia secondo Claudia Fusani

Poi l’affondo: «C’è una crisi della democrazia, questo anche è vero». Ma non nel senso che tutti pensano: «In questo periodo ci sono stati moltissimi intellettuali che hanno scritto su questa situazione, cioè sul metodo di questa democrazia, di queste democrazie. Perché le sfide sono talmente tante, arrivano da talmente tanti fronti, che forse la democrazia in quanto tale non è più uno strumento sufficiente». Qui la giornalista si ferma e cambia discorso, senza citare gli intellettuali da lei chiamati in causa, e senza specificare quale sarebbe lo strumento più adatto ad affrontare l’attuale crisi. Sia come sia, l’impressione è che la cura proposta da Claudia Fusani sia molto peggiore della malattia. Così, a naso.

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Vittoria Fiore

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5 Commenti

  1. per dire che la democrazia non è sufficiente bisognerebbe prima AVERLA,LA DEMOCRAZIA….
    in questa pagliacciata di paese.

    dateci l’elezione diretta del presidente della repubblica,quella del presidente del consiglio,
    quella dei magistrati,
    il referendum propositivo e abrogativo entrambi senza quorum,
    l’obbligo di discutere in parlamento a voto palese OGNI legge di iniziativa popolare,
    il divieto di cassazione dei referendum scomodi
    – compresi quelli sui trattati internazionali,quelli in materia fiscale ecc –

    e poi VEDREMO….se la democrazia non è sufficiente,eh?

  2. Se la democrazia è un sistema superato, come dice la Fusani, non ha più senso la volontà popolare, (in realtà non ha mai contato niente soprattutto negli ultimi decenni). Rimarrebbe quindi come alternativa alla democrazia la dittatura. Sappiamo però che una dittatura che si rispetti non può realizzarsi se non con l’uso della forza e quindi con conseguente spargimento di sangue, anche in ragione del fatto che non tutti sarebbero d’accordo. Quindi viene spontaneo chiedersi se la lobby attualmente al potere in Italia non voglia veramente tentare di instaurare una dittatura!

  3. La democrazia non è efficace perché non è democrazia quella attuale, è dittatura di una minoranza.

    Visto che lo Stato chiede 50000€ di deposito per fondare un’associazione con patrimonio distinto da quello dei fondatori nessuna persona comune può fondare un partito e i partiti attuali nessuno escluso la maggioranza che ancora ragiona li sfancula
    http://www.epolisbari.com/Il_non_voto_parla_chiaro_la_sfiducia_e_dilagante-120407.htm
    non esistendo nessuno che li rappresenta
    https://www.ilgiornale.it/news/politica/sondaggio-tecn-italiano-su-due-vorrebbe-litalia-fuori-dallue-1853377.html

    coi fatti e non con balle pro voto
    https://massimosconvolto.wordpress.com/2018/10/20/indecisi/

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