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Roma, 15 giu – Giuseppe Conte invita i sindacati agli Stati generali dell’economia a Villa Pamphili e promette che la cassa integrazione per i lavoratori colpiti dal lockdown sanitario sarà prorogata. A quanto pare il premier dovrebbe riunire il Consiglio dei ministri già nella giornata di oggi per varare il decreto che estende la cassa integrazione per altre 4 settimane. “Abbiamo predisposto un decreto legge, che adotteremo oggi stesso in un Consiglio dei ministri che si svolgerà a margine degli incontri odierni, grazie al quale le aziende e i lavoratori che hanno esaurito le prime 14 settimane di Cassa integrazione potranno richiedere da subito le ulteriori 4 settimane approvate con il decreto Rilancio”, annuncia Conte.

“Cig, aziende che non rispettano scadenze se la pagano da sole”

Il premier però “incastra” le aziende per scaricare su di loro i costi della Cig. Le imprese che non rispetteranno le scadenze sulle pratiche per la cassa integrazione, infatti, dovranno pagarsela da soli. La novità è inserita nell’articolo 3 della bozza di decreto legge che dovrebbe arrivare oggi in Cdm.

Conte punta sullo smart working

Inoltre Conte ha accarezzato ancora una volta il suo sogno di fare della crisi economica scatenata dall’epidemia di coronavirus una opportunità di rilancio. A partire dallo smart working, che secondo Conte potrebbe essere esteso rivedendo anche l’organizzazione degli orari: “Dovremo lavorare innanzitutto su misure volte a favorire la rimodulazione dell’orario di lavoro, anche in vista di un ricorso sempre più insistito allo smart working, che è destinato a trasformare tempi, spazi e relazioni di lavoro”, spiega.

Il libro dei sogni del premier (per prendere tempo)

Ancora, il premier punta sulla “istituzione di un salario minimo nel Paese” e alla “lotta senza quartiere alla contrattazione pirata”, passando per “la detassazione dei rinnovi contrattuali, la creazione di un Documento unico di regolarità contributiva su appalti e subappalti per il costo del lavoro, il contrasto al caporalato e al lavoro nero, l’incentivazione del welfare contrattuale, la promozione della contrattazione di secondo livello”. Obiettivi ambiziosi, come ammette lo stesso premier, ma che sono in linea con il suo libro dei sogni delle grandi riforme (che per molti analisti non è altro che un modo per prendere tempo e assicurarsi la poltrona il più possibile).

Fratelli d’Italia: “Conte dica quando arrivano i soldi ai lavoratori”

“Dagli ‘Stati generali del nulla’ il premier Conte, con quasi un milione di lavoratori che attendono ancora il pagamento della Cig, ha il coraggio di parlare del prolungamento della cassa integrazione. Il presidente dell’Inps Tridico aveva annunciato pubblicamente che le avrebbe pagate entro il 12 giugno ma così non è stato. Conte non aggiri l’ostacolo, il problema è adesso. Conte dica quando arriveranno i soldi ai lavoratori”. Così Fratelli d’Italia per bocca del vicepresidente della Camera Fabio Rampelli.

Forza Italia: “Dal governo nuova beffa alle imprese”

“A quanto si apprende dall’agenzia Tass degli Stati Generali, Conte ha annunciato ai sindacati che il governo è al lavoro per il superamento della Cig e per arrivare a un meccanismo ‘nuovo e molto più veloce’. Spero non si riferisse all’articolo 3 della bozza di decreto legge per rifinanziare la cassa integrazione, secondo cui le imprese che non rispetteranno le scadenze sulle pratiche preventive dovranno poi pagarsela da soli. Sarà questo il ringraziamento del governo agli imprenditori che in questi mesi hanno anticipato la Cig evitando un autentico disastro sociale?“, è l’attacco della presidente dei senatori di Forza Italia Anna Maria Bernini.

Lega: “Governo emetta Btp e paghi famiglie e imprese”

Dal canto suo, il leader della Lega già nei giorni scorsi aveva detto: “Conte paghi la cassa integrazione, mi piace che inviti in villa tanti vip, ma se pagasse la cassa integrazione e i soldi promessi alle famiglie e alle imprese farebbe una cosa utile”. “Invece di pensare a soldi che forse arriveranno fra più di un anno, il governo emetta buoni del Tesoro per risparmiatori e investitori italiani subito, garantiti dalla Bce: basta aspettare i comodi di Bruxelles e di Berlino!”, aveva dichiarato Matteo Salvini.

Adolfo Spezzaferro

1 commento

  1. Quella di salvini meloni Berlusconi/tajani però è altrettanto fuffa… Una vera e propria opposizione, popolare, populista e nazionalista, come al solito non esiste. La “destra” di quei tre non è e non sarà mai la mia. Dominano sempre e comunque le frasi fatte del conformismo borghese capitalistico e sicuramente globalista, che alla fine sostiene sempre i progetti dell’unione europea e dei poteri forti angloamericani che dal dopoguerra ci hanno soggiogati, regalandoci oggi la dittatura ipertecnologica di Bill Gates e soci, introdotta dal caudillo Conte e dalla banda Colao… La musica, suonatori a parte, deve essere sempre la stessa, sempre e comunque in chiave liberista. Si coccolano sempre i soliti, dai Confindustriali nostrani alle aziende del Berlusca, a quelle della “Silicon valley”. Il diktat è “dagli al lavoratore dipendente (statali esclusi…), al ceto medio, al cittadino italiano impoverito. In nome dei mercati…

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