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Roma, 15 giu – Il Movimento 5 Stelle rischia un’improvvisa implosione. Se il netto calo di consensi e la crisi interna erano già emersi da tempo, adesso c’è un altro doppio binario traballante che rischia di far deragliare i pentastellati. Il primo, decisamente scioccante ma che potrebbe pure rivelarsi una bolla di sapone, è il caso tirato fuori dal quotidiano spagnolo Abc: 3,5 milioni di dollari che l’allora ministro degli Esteri del regime venezuelano di Chavez, Nicolas Maduro, avrebbe fatto inviare al consolato di Caracas a Milano per finanziare il movimento fondato da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio. L’altro binario si interseca nelle acque agitate dei grillini alla ricerca di una leadership degna di questo nome, perché il dopo Di Maio si sta rivelando una lenta agonia. Se il reggente Vito Crimi ha tutto tranne che le carte in regola per ricoprire la carica di capo, a sgomitare per tornare in auge è soprattutto l’ex astro nascente del firmamento pentastellato: Alessandro Di Battista.

Scontro frontale

Uscito volontariamente di scena alle politiche del 2018, adesso Dibba prova una scalata irta di ostacoli soprattutto legati alla scarsa simpatia che nei suoi confronti avrebbe maturato il garante ex machina del M5s: Beppe Grillo. Quest’ultimo sembra proprio aver deciso di scaricare l’enfant prodige, che adesso reagisce a modo suo, con un contro “vaffa” che non troppi anni fa i grillini devolvevano senza troppi tentennamenti alla maledetta casta sistemica. “Ho parlato di congresso e delle mie idee, e Beppe Grillo mi ha mandato a quel paese. Se non siamo d’accordo, francamente, amen!”. Così Di Battista, in un’intervista a Quarta Repubblica, ha replicato duramente al “no” del fondatore del Movimento 5 stelle alla richiesta di un’assemblea costituente avanzata dall’ex deputato.

Un tessuto logoro

Oggi però lo stesso Dibba ha provato via social a non bruciare del tutto il rapporto con Grillo, forse per evitare uno strappo repentino che potrebbe costargli caro in vista dei nuovi equilibri ancora tutti da delineare all’interno del movimento. “Ieri dalla Annunziata sono riuscito a toccare molti punti e a prendere diverse posizioni (chiaramente cose che ribadisco, ribadirò e per le quali lotterò). Non sono riuscito invece a toccare la questione ‘acqua pubblica’. Beppe – ha scritto Di Battista su Facebook – ha pubblicato questo intervento sul tema. Lo condivido in pieno. La ripubblicizzazione dell’acqua (far tornare pubblica la gestione dell’acqua e della rete idrica) è una di quelle azioni ‘anti-liberiste’ necessarie per proteggere i cittadini”. Vecchie battaglie grilline rispolverate all’uopo per recuperare un minimo di appeal elettorale? Sia come sia, è difficile pensare che bastino al Dibba per sbaragliare la concorrenza e rammendare il tessuto lacerato di una compagine che al momento sembra proprio alla deriva.

Eugenio Palazzini

1 commento

  1. Continuando a parlare di Rousseau, stati generali, direttorii e quant’altro, i cinqueballe sembrano sempre più dei giacobini falliti, quelli che dovevano fare la rivoluzione e rovesciare il sistema come un calzino. Intanto è arrivato Robespierre Conte col suo Terrore viruscoronato. Poi arriverà la Restaurazione e sarà peggio di prima.

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