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Roma, 30 lug – Radunate a Piazza Montecitorio, in Roma, alcune associazioni a favore della inclusione lavorativa di persone disabili e autistiche, come PizzAut, Il Tortellante e Banda Rulli Frulli, hanno organizzato, assieme al parlamentare di Italia Viva Eugenio Comicini, un evento a base di musica improvvisata e produzione di pizza. L’evento, goloso sia in termini gastronomici e ancora più in termini di visibilità, ha subito attratto uno stuolo enorme di politici – praticamente l’intero Governo.

Come riporta infatti Il Tempo, la lodevole iniziativa ha iniziato, col passare dei minuti, a polarizzare l’attenzione di mezzo Governo: ed ecco così il Presidente Giuseppe Conte, il ministro delle finanze Gualtieri, il ministro Bellanova, e poi ancora quella della famiglia, Bonetti, e dell’ambiente, Costa, tutti prodighi di sorrisi con mascherina, e desiderosi di esibirsi in qualche ritmico rullare di tamburi. Successivamente – non poteva mancare di certo – è accorso anche il Presidente della Camera Fico.

Improvvisatosi Tullio De Piscopo, il Premier Conte ha impugnato le bacchette da percussionista e si è lanciato, a beneficio di videocamere e fotografi, in una performance improvvisata. Esibizione che certamente sarà guardata con estrema gioia anche da chi ricordava – in disprezzo di Salvini ‘reo’ di andare in spiaggia in costume – con rimpianto e malinconia i bei tempi di Aldo Moro in giacca e cravatta sulla spiaggia, l’epoca della politica attenta più alla sostanza dei fatti che non alla mera forma da esibire. E a proposito di forma, Conte e gli altri ministri e parlamentari di maggioranza sono stati omaggiati della pizza “DPCM”: si, avete letto bene, DPCM, decreto del presidente del Consiglio dei ministri, quell’atto amministrativo che ci ha privati della nostra libertà personale, di culto, di spostamento, per settanta giorni, ora è divenuto una pizza, e il nostro governo era lì per mangiarsela. Alla faccia dei simbolismi. 

Nessuno questiona l’iniziativa, che era e resta nobile e apprezzabile, ma davvero la politica non ha altri strumenti per dimostrare la sua effettiva e fattiva vicinanza a determinate categorie? Magari, la butto là, invece di andare a fare i John Bonham de noantri sarebbe bastato approvare un qualche provvedimento legislativo per aiutare davvero l’inclusione lavorativa dei disabili.

[Video dalla pagina Facebook di Adnkronos]

Cristina Gauri

2 Commenti

  1. L’attività spontanea che svolgerebbero per doti naturali, se l’Italia fosse davvero un paese civile (e nessuno ha mai detto che siano percussionisti, quanto piuttosto perfetti picchiapentole).