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Roma, 30 lug – “Rinviare le elezioni fino a quando la gente potrà votare in modo giusto, sicuro e garantito???”. Così, Donald Trump, ha buttato là su Twitter l’idea di rimandare le presidenziali. “Con un voto universale per posta (non il voto a distanza, che è una cosa buona) quelle del 2020 saranno le elezione più inaccurate e fraudolente della storia – ha cinguettato il presidente repubblicano – sarà un grande imbarazzo per gli Stati Uniti”. Semplice provocazione social oppure il tycoon vorrebbe sul serio tentare di rinviare il voto? Certo è che i sondaggi adesso non lo danno favorito e segue lo sfidante democratico Joe Biden, ex vice di Obama, a distanza di 8-10 punti. Ma è altrettanto vero che le previsioni degli stessi sondaggi sono state spesso completamente ribaltate dal voto effettivo.

Trump non può rimandare le elezioni

Non è comunque la prima volta che Trump avanza critiche al voto per corrispondenza, ma è superfluo specificare che ora il tycoon verrà ancor più accusato di temere la sconfitta e quindi di provare ad evitarla preventivamente in modo rocambolesco. Cosa per nulla facile, perché gli attuali strumenti permettono il voto nonostante l’epidemia di coronavirus ancora piuttosto pesante negli Stati Uniti. Il punto è però che Trump dovrebbe sapere benissimo di non poter rimandare arbitrariamente l’Election Day.

Il presidente Usa non ha infatti il potere di rinviare il voto, una prerogativa che è al contrario del Congresso. Questo almeno per quanto riguarda le elezioni presidenziali, che sono appunto quelle in ballo. Tra l’altro l’eventuale atto del Congresso dovrebbe essere approvato dalla maggioranza della Camera dei rappresentanti, controllata dai democratici, e da quella del Senato, controllata dai repubblicani. Pensare dunque a un consenso di entrambe nei confronti della proposta di Trump è del tutto chimerico. Per questo quella di The Donald non può essere altro che l’ennesima provocazione.

Eugenio Palazzini

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