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Roma, 24 set – “Con l’approvazione alla Camera della Convenzione di Faro, che introduce il concetto della necessità di porre limitazioni della fruizione del nostro patrimonio artistico e culturale per non offendere altrui culture, siamo alla più clamorosa resa culturale della nostra civiltà”. Così Andrea Delmastro, deputato di Fratelli d’Italia e capogruppo di FdI in commissione Esteri, ha tuonato contro la Convenzione approvata nel 2011 nella cittadina portoghese e ratificata ieri dall’Italia. “La sottoscrizione è la Caporetto di una civiltà. La nostra civiltà si fonda sulla libertà della espressione artistica e culturale. La nostra identità culturale e artistica non può essere oggetto di mediazioni. Ancora una volta – dice Delmastro – il governo giallorosso rappresenta la punta più avanzata della cessione identitaria e della sottomissione culturale. Noi difenderemo sempre l’identità italiana e, se qualcuno si sente offeso dai simboli della nostra cultura, ha un solo modo per non sentirsi offeso: scegliere altre Nazioni dove vivere”.

Il Grande Fratello della cultura

“Non dobbiamo cancellare i simboli della nostra civiltà per rispettare i diritti altrui. I diritti altrui si rispettano facendo conoscere i nostri simboli”, dice Delmastro durante il suo intervento alla Camera dei Deputati. Il parlamentare di FdI fa notare l’inammissibile concetto espresso dall’articolo 7 della Convenzione, in cui è scritto che bisognerà “stabilire procedimenti di conciliazione per gestire equamente situazioni dove valori fra loro contraddittori siano attribuiti allo stesso da comunità diverse”. Questo significa, dice il deputato di FdI, che “chi in Italia assegna un valore contraddittorio al mio patrimonio artistico, potrà andare a una procedura di conciliazione del Grande Fratello orwelliano della cultura che procede per tappe di cessione della propria identità”.

Articoli inquietanti

Ma quali sarebbero poi le “comunità diverse” che in Italia potrebbero sentirsi offese di fronte a un’opera di Michelangelo, di Canova oppure De Chirico? Per caso qualcuno si scandalizza ad esempio per i nudi capitolini e il ministro Franceshini adesso farà coprire le statue per non urtare la sensibilità altrui? A riguardo, si veda l’articolo in cui oggi spieghiamo nel dettaglio la questione: Convenzione di Faro, cos’è e perché per l’Italia è un suicidio culturale.

In ogni caso secondo Delmastro “ancora più inquietante e con un retrogusto da censura è l’art. 14”, titolato difatti ‘Il meccanismo di sorveglianza’. Ecco, “il titolo la dice lunghissima”, afferma il parlamentare di Fratelli d’Italia. Perché così si introduce “un meccanismo di sorveglianza sul nostro patrimonio culturale”. Chi sta chiedendo la cancellazione del nostro patrimonio “è una civiltà così stanca di se stessa che ha paura dei propri simboli”.

Alessandro Della Guglia

 

2 Commenti

  1. i deputati che hanno partecipato a questa votazione sono stati 415, di cui 119 hanno votato contro.
    i deputati assenti sono stati 215. perché tutti i parlamentari di destra non erano presenti per votare contro?

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