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Roma, 5 feb -Autorevole e competente, rispettato a livello internazionale e dunque insindacabile. Mario Draghi sembra immune dalle critiche mainstream, nessuno si azzarda a metterne in dubbio intenzioni e capacità. E’ visto come un salvatore della patria, punto e basta. Eppure se gli amici progressisti volessero, qualcosa da imputargli potrebbero trovarla. Un’eccessiva quanto classica accusa di sessismo, ad esempio, sarebbe dietro l’angolo dopo la visione di questo breve video. Non succederà, o almeno non sarà così insistita come accade in altri casi. Guardate però queste immagini, ascoltate le parole pronunciate e provate poi a sostituire il protagonista, banalmente con un Matteo Salvini. A quel punto chiudete gli occhi e immaginatevi le conseguenti reazioni mediatiche e politiche.

Draghi bacchetta così la moglie: “Dai, stai zitta”

Nel filmato si vede Serena Cappello, moglie di Mario Draghi, rispondere ai cronisti dell’Ansa di fronte al seggio elettorale presso il liceo Mameli di Roma. Era il marzo 2018 e i coniugi Draghi si erano recati sul posto per votare alle politiche. “Accetterebbe di fare il presidente del Consiglio se glielo chiedesse Berlusconi? Lo farebbe il governo con Salvini?”, chiede tranquillamente una giornalista. Mentre Draghi si siede in macchina, a rispondere è la moglie: “Lui non lo fa il governo, non è un politico”. Ma indispettito per la replica, l’ex presidente della Bce sbotta: “Dai, stai zitta”.

Una bacchettata piuttosto scorretta, sgradevole, che in soldoni non si addice certo a un uomo giudicato da tutti sobrio e pacato. Difficile pensare che la moglie di Draghi possa aver digerito facilmente un’uscita del genere ed è altrettanto curioso che nessuno, pur avendo rispolverato il vecchio filmato, si stia troppo indignando per quel “Dai, stai zitta”. Sembra di assistere a uno strano giochetto, in cui qualcuno può dire qualunque cosa e ad altri non viene perdonato nulla. Anche frasi poco aggressive. Dove abbiamo già visto questo imbarazzante doppiopesismo?

Alessandro Della Guglia

 

 

 

 

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1 commento

  1. Non è un politico ma va a votare… Basta questa semplice considerazione per comprendere come siamo finiti in basso.

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