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Rovigo, 5 feb – Orrore a Sant’Appollinare, dove un ragazzo rom ha ucciso il padre massacrandolo con un machete per poi fuggire con la propria fidanzata.

Rom ucciso dal figlio a colpi di machete

I fatti si sono svolti ieri tra le 18 e le 19 nel campo nomadi sulla strada che porta verso il comune di Ceregnano (Rovigo), via Risorgimento. La vittima è Eddy Cavazza, rom di 46 anni, colpito ripetutamente con un machete dal figlio, 17 anni, che si è poi dato alla macchia alla guida di una Opel Zafira Station Wagon grigia assieme alla propria compagna, una ragazza di Ceregnano di circa 27 anni. Le forze dell’ordine lo hanno catturato a notte fonda. Lo riferisce Il Resto del Carlino.

Un anno di dissapori

La polizia ha ricostruito la dinamica del tragico episodio dopo aver raccolto le testimonianze dei residenti del campo nomadi. La vittima, padre di cinque figli, era in cattivi rapporti con l’omicida da almeno un anno. Tra dissapori sfociati in violenti litigi e discussioni il ragazzo l’aveva giurata al padre, fino al pomeriggio di ieri. Il giovane rom è entrato nella roulotte dei genitori brandendo un machete. prima ha colpito la madre, non in modo fatale. Poi si è accanito contro il padre, ammazzandolo.

Il racconto dei testimoni

Il giovane è quindi scappato in auto con la fidanzata. I parenti hanno raccontato agli agenti di polizia che il 17 enne dopo essere scappato «avrebbe chiamato un conoscente e gli avrebbe detto di aver ferito il padre». A detta dei testimoni il ragazzo non era quindi conscio di averlo ucciso ed era ancora nei paraggi. Attorno alle 22,15 sul luogo della tragedia è intervenuto il pubblico ministero che coordinerà le indagini, Maria Giulia Rizzo, accompagnata in auto dal capo della mobile, Gianluca Gentiluomo. Il cadavere giaceva ad una ventina di metri dall’accampamento di roulotte. A chiamare le forze dell’ordine sarebbero stati gli stessi nomadi.

Cristina Gauri

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