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Roma, 9 dic – “Il giorno di Natale andrò da mio figlio che abita a 4 km di distanza da casa mia, in un altro comune. Ci andrò sperando che prima cambierete (i divieti di spostamento previsti dal Dpcm, ndr), sennò è un atto di autodenuncia”. Così Renzo Tondo, deputato del Gruppo Misto, ha annunciato alla Camera che se ne fregherà delle misure restrittive imposte dal governo e passerà il Natale insieme al proprio figlio che abita in un comune diverso dal suo.



Natale, il governo ribadisce divieti

Come noto l’interdizione agli spostamenti da una regione all’altra scatterà il 21 dicembre e durerà fino al 6 gennaio. Mentre per il 25 e il 26 dicembre – nonché per il 1 gennaio – l’esecutivo giallofucsia ha introdotto regole ancora più stringenti, vietando anche gli spostamenti tra un comune e l’altro. Da più parti, anche all’interno della maggioranza, sono arrivate pressioni per modificare il Dpcm. Ma il governo continua a fare muro e il ministro della Salute, Roberto Speranza, ieri ha ribadito: “Le misure sono queste e le confermiamo, le norme restano queste. In questa fase non possiamo permetterci spostamenti che non siano indispensabili e il messaggio del governo vuole essere questo: nei giorni più caldi, dove c’è più rischio che salga la mobilità, chiediamo un sacrificio alle persone”.

Tondo tira dritto

Il parlamentare Tondo ha però deciso di rispondere picche a Speranza e, durante il dibattito sulle comunicazione del premier in vista del prossimo Consiglio dell’Unione europea, si è autodenunciato. “Desidero passare il Natale con mio figlio, consente ai cittadini di muoversi e di avere pari dignità. Perché uno a Roma può muoversi all’interno di 40 chilometri, mentre in un paesino della periferia delle terre alte all’interno di 4 chilometri non fa altro che passare dal prato al bosco”, ha detto Tondo.

Alessandro Della Guglia



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