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simone (1)Roma, 29 feb – Sono arrivati i risultati delle “primarie” indette da Salvini, il cui risultato è che…servono altre primarie. Così almeno sostiene il leader del Carroccio, che in una conferenza stampa svolta quando solo metà delle “schede” erano state scrutinate, ha dichiarato in sostanza un grande pareggio tra Marchini, la Pivetti, Storace e Bertolaso. Un risultato un po’ dubbio, visto anche che lo svolgimento di questa consultazione è stato piuttosto raffazzonato e senza controlli, ma che sembra soprattutto un’operazione tesa a riaffermare un ruolo più centrale per Salvini sulla scacchiere romano (visto che fin ora era stato molto marginale) e a introdurre sempre di più il nome di Alfio Marchini (che guarda caso è arrivato primo), ma con il salvagente di un nome nuovo (la Pivetti). In alternativa puntare su un ripensamento della Meloni, che difficilmente però accetterà di scendere in campo. Sui risultati di questo “sondaggione” targato Noi con Salvini abbiamo intervistato Simone Di Stefano, candidato sindaco a Roma per CasaPound e rimasto fuori da una consultazione che ha fortemente criticato.

Ora che questa sorta di “primarie” indette da Salvini sono terminate, i tuoi timori della vigilia, ovvero che si trattasse di una iniziativa poco seria e dalla scarsa attendibilità, sono confermati?

Le mie perplessità sono confermate, non ci sono stati i dovuti controlli e rimane pià di un dubbio sulla veridicità dei risultati. In ogni caso il mio nome su scheda non c’era, penso per precisa volontà del coordinatore regionale di Noi con Salvini del Lazio, il senatore Gianmarco Centinaio, che sostiene di non conoscermi. Strano, visto che ho parlato dal palco della manifestazione di Roma in piazza del Popolo, mentre lui si trovava sotto ad applaudire, quindi potrebbe ricordarsi. Rappresento una parte dell’elettorato di Salvini che qui a Roma è deluso dalle decisioni che Salvini sta prendendo.

I risultati di questo “sondaggione” esprimono comunque un dato politico o no? Questo grande pareggio con Marchini di poco in testa che segnale è?

Penso che sia una mossa per prendere tempo e rimescolare le carte. Quando si dice “questi personaggi si mettano intorno a un tavolo e trovino la quadra del cerchio”, poi questa quadra del cerchio rischia di chiamarsi Alfio Marchini, che ha più soldi da mettere sul tavolo per fare la campagna elettorale, semplicemente. Non capisco perché Alfio Marchini si trovi in queste consultazioni, non capisco perché Alfio Marchini è stato nominato da Silvio Berlusconi, un personaggio legato ad una tradizione comunista, amico di D’Alema, che alle scorse elezioni addirittura voleva partecipare alle primarie del Partito Democratico. Il centrodestra sta dando  veramente una prova di sé abbastanza ridicola.

Questa iniziativa di Salvini può rappresentare un rilancio del progetto “nazionale” del segretario leghista oppure no?

Il progetto nazionale è fermo e non sono questi gabzebo a cambiare la rotta. Se Salvini avesse avuto un progetto nazionale forse il nome di qualcuno di Noi con Salvini sulle schede poteva starci mentre al contrario non c’erano, né quello di Souad Sbai né altri. Finché resterà nel centrodestra, il progetto nazionale di Salvini è bloccato, perché la Lega resta un soggetto che deve gestire il nord. Quando Salvini si deciderà a fare il passo per questo soggetto lepenista in Italia forse si creerà un certo sommovimento, ma fino a quel momento non se ne potrà fare niente. Io spero che qualcuno insieme a noi trovi, a prescindere,  la forza per iniziare questo progetto lepenista in Italia.

Davide Romano

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