Roma, 13 nov – Per ora Federico Leonardo Lucia, in arte Fedez, ha semplicemente registrato un dominio internet dal nome fedezelezioni2023.it. Il che vuol dire tutto e niente: potrebbe volersi candidare alle prossime Politiche, oppure lanciare una linea di smalti a Montecitorio. Al momento, ogni scenario resta aperto. Eppure, ormai la notizia ha fatto rumore, e i sondaggisti già si stanno scatenando per analizzare quanti consensi potrebbe incassare un eventuale partito di Fedez.



Che cosa dicono i sondaggisti

Secondo Renato Mannheimer, l’iniziativa del rapper «è interessante perché lui ha tantissimi follower, può attirare molti consensi e riempire uno spazio politico». In particolare, specifica il sondaggista intercettato dal Giornale, il partito di Fedez potrebbe drenare numerose preferenze al M5S: «Fedez è un nuovo 5s che dice cose facili da capire, populiste e che fanno il verso alla protesta», sostiene Mannheimer. «Ovviamente – aggiunge – non tutti i like diventeranno voti, ma una quota significativa di like può diventarlo. Dipende da quello che dirà e farà. Ritengo comunque che il suo ingresso in politica non sia una cosa fuori dal mondo». Ma, in soldoni, quanto potrebbe prendere? E, inoltre, sarebbe «coalizionabile»? «Che vada al governo mi sembra difficile – spiega Mannheimer – ma un 10 per cento potrebbe ottenerlo».

Quanti voti prenderebbe il partito di Fedez?

Sulla stessa lunghezza d’onda è Federico Benini, fondatore di WinPoll, che ritiene che «l’effetto novità» potrebbe effettivamente essere un vantaggio per il partito di Fedez: «Potrebbe attirare le attenzioni dei giovani under 30 e non troppo politicizzati, oppure degli elettori di centrosinistra che in questi anni si sono astenuti perché non si riconoscono in nessun partito di sinistra». Secondo il sondaggista, quindi, il marito della Ferragni può contare su un bacino potenziale di circa 4-5 milioni di voti. «Prendiamo il fenomeno Conte, uno dei politici più amati fino a pochi mesi fa e che fino a tre anni fa nessuno conosceva. Considerando anche il fatto l’elettorato italiano è molto volatile, se Fedez, oltre alla battaglia sui diritti civili, aggiungerà altri temi alla sua agenda politica potrà avere un suo spazio nel campo del centrosinistra». Certo, il precedente del ddl Zan non fa ben sperare, ma hai visto mai.

E se fosse solo marketing?

Molto più scettico è invece l’esperto di comunicazione politica Massimiliano Panarari: «Penso che tutto questo sia fondamentalmente una trovata di marketing pubblicitario che gioca sulla convergenza mediale dei Ferragnez, i quali prima entrano nel dibattito pubblico e, poi, vedono i politici inseguire le loro iniziative di marketing». Nonostante questo, la discesa in campo del marito della Ferragni è comunque possibile. «Qualora, però, nascesse veramente un partito di Fedez – prosegue Panarari – sicuramente si collocherebbe nell’area grillo-dem nata dopo l’esperienza del governo giallorosso e troverebbe il suo spazio, soprattutto in un momento come questo in cui il M5S si identifica in pieno col sistema».

Al partito di Fedez, comunque, non crede per niente il politologo Luigi Di Gregorio, che liquida così la questione: «Secondo me è più che altro un’operazione di marketing pre-elettorale anche perché scendere in politica sarebbe una mossa poco intelligente dal punto di vista degli interessi della coppia Ferragnez». Staremo a vedere.

Gabriele Costa

La tua mail per essere sempre aggiornato

2 Commenti

  1. Però qualcuno sta già pompando per buttare la politica ancora di più in caciara e visti i precedenti, sempre meno ma qualcosa raccatterà. Focalizziamo piuttosto chi pompa o consente di pompare.

Commenta