Roma, 3 giu – Il Viminale ha trasmesso una circolare lunedì scorso a tutti i prefetti nella quale si evidenzia l’affanno con cui si sta gestendo la situazione legata ai flussi migratori illegali. L’invito rivolto alle regioni del nord (Lombardia e Veneto su tutte), è di fare di più. Sono 7.500 gli immigrati che cercano urgentemente una sistemazione che in vista dei sicuri prossimi arrivi che si verificheranno durante questi mesi estivi – nell’ordine delle decine di migliaia – fanno suonare l’allarme al Ministero dell’interno.

Laddove Parigi e Berlino indicavano la via dell’espulsione immediata per i migranti irregolari, chiarendo più o meno fra le righe che le operazioni di accoglienza, identificazione e verifica devono restare in carico ai paesi di sbarco (cioè all’Italia), Pietro Grasso ha risposto con una frase molto chiara: “Abbiamo manifestato il diritto all’accoglienza che è nei diritti umani, abbiamo salvato centinaia di migliaia di migranti, abbiamo fatto tutto il possibile per salvare vite umane nel nostro mare, ora speriamo che anche l’Unione Europea possa seguirci su questa linea”. Un richiamo ai diritti umani velleitario, così come l’appellarsi sempre e comunque all’eventuale collaborazione degli altri paesi europei. Quella stessa Europa che nei desideri dei politici al governo dell’Italia dovrebbe rappresentare una sorta di tutrice dove far confluire tutte le incapacità di un esecutivo votato alla distruzione del tessuto socio-economico della nazione.

Intanto, però, il problema della gestione del flusso di migranti resta sulle spalle dell’Italia, e il governo deve correre ai ripari. La mossa delle ultime ore è la circolare diramata lunedì dal Viminale a tutte le prefetture. In una situazione in cui soprattutto la Sicilia, seguita da Puglia, Campania e Lazio, si sono finora sobbarcate l’onere dell’accoglienza, il Ministero dell’Interno ha evidenziato come, adesso, sia richiesta maggiore disponibilità alle regioni che finora non l’hanno garantita. Due regioni del nord, in particolare, cioè Lombardia e Veneto, sarebbero chiamate alla collaborazione sul fronte immigrazione. Documento che è stato diramato proprio all’indomani delle elezioni amministrative e che provocherà senza dubbio accese discussioni anche se al momento le regioni interessate non hanno espresso commenti.

Appare evidente, in ogni caso, la scarsa fiducia che il governo italiano è costretto a riporre, in questo momento, nella collaborazione internazionale. La missione italiana a Dresda in occasione del G6 dei ministri dell’Interno non ha avuto i risultati sperati. In quell’occasione numerosi stati europei con in testa Francia, Spagna e Polonia hanno rafforzato il netto diniego ad accettare la distribuzione per quote degli immigrati e dei profughi. E la prossima riunione fissata a Bruxelles il prossimo 15 giugno rischia anch’essa di concludersi in un nulla di fatto.

E se l’Europa non ne vuole sapere di immigrati in Italia si continua imperterriti a gestire il problema senza risolvere il problema. Il fatto di imporre alle altre regioni l’accoglienza degli immigrati si traduce in una mancata volontà nel cercare di arrestare o quantomeno contenere il flusso migratorio alla partenza. L’Italia con guida a sinistra è anche questa. Sarebbe il caso di non dimenticarcelo e di non disertare le urne quando si è chiamati a votare.

Giuseppe Maneggio

 

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