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Roma, 22 mar – Il megafono del globalismo è tornato a colpire. Stiamo parlando, ovviamente, di Fabio Fazio. Dopo aver steso un tappeto rosso a Carola Rackete per un grande spot a favore dell’immigrazione di massa, stavolta Fazio ha invitato a Che tempo che fa Nancy Pelosi, la pretoriana dei dem americani. Dal pulpito del servizio pubblico, il mellifluo conduttore ha così trasformato lo studio di Rai3 in una succursale del Partito democratico a stelle e strisce, o meglio in una tribuna di rancorosi antitrumpisti. Non disdegnando, anzi, di parlare a nome di tutto il nostro popolo: «Noi italiani siamo orgogliosi che sia lei, donna e italoamericana, la portavoce della Camera Usa». Insomma, ora Fazio si sente anche ambasciatore…

Assalto al Congresso? «Come l’11 settembre»

Con il suo solito modo di fare, Fazio non ci pensa nemmeno a fare il giornalista, ossia a mettere sulle spine il suo ospite: il tutto, insomma, si riduce a un’enorme lustrata di natiche alla Pelosi. Di più: è proprio Fazio a indirizzare le dichiarazioni della Pelosi in maniera che la chiacchierata si risolva in un tripudio di antipopulismo perbenista. Basti pensare a come introduce l’argomento dell’assalto al Congresso, tanto che la politica americana è costretta ad alzare i toni per non sembrare troppo moderata: «Non avremmo mai potuto immaginare che Trump, il presidente degli Stati Uniti, potesse incitare all’insurrezione, incitare la gente a fare quello che ha fatto il 6 gennaio», ha affermato la Pelosi indossando la maschera dell’indignazione. «Abbiamo bisogno di sapere come sono andate esattamente le cose, abbiamo bisogno di sapere la verità. È stato un momento triste, il peggiore dopo l’11 settembre», ha aggiunto. Insomma, quello che un navigato stratega Usa come Luttwak ha definito una «mega-goliardata» si è magicamente trasformato in un evento paragonabile all’attacco alle Torri gemelle.

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Fazio e Pelosi su Biden-Putin

Da uno come Fazio, che disse in tutta serietà «il coronavirus mi ha insegnato che i porti devono rimanere aperti», non poteva poi mancare la tirata a favore dell’immigrazione. E la Pelosi, paladina di Black lives matter e di tutte minoranze, ci sguazza alla grande: «Negli Usa c’è sempre stata una resistenza iniziale ai nuovi arrivi, ma poi la nostra democrazia è sempre stata rinvigorita. E non si capisce perché adesso questi nuovi arrivi facciano paura», ha affermato con cipiglio democratico la portavoce della Camera Usa. Ma ora tutto cambierà: la politica migratoria di Biden sarà l’esatto «opposto del muro voluto da Trump». Naturalmente, a Fazio non è passato neanche per l’anticamera del cervello di far notare alla Pelosi che il famigerato muro al confine col Messico è stato eretto dal dem Bill Clinton. Ma il meglio deve ancora venire: Fazio chiede alla Pelosi per quale motivo Biden ha definito Putin un assassino. La risposta: «Perché lo è». Il tutto sulla Rai, cioè sul servizio pubblico. Senza ritegno. Senza vergogna.

Il video

Elena Sempione

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1 commento

  1. Questo e’ da capire , gli piace leccare le vecchie ah ah ah, con tutto il rispetto per le donne vecchie ovviamente

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