Roma, 7 nov – I grillini, si sa, hanno costruito la loro fortuna – ora in forte ribasso – grazie alla retorica dell’«onestà». «Restituiremo lo stipendio da parlamentari alla collettività» ci avevano assicurato. Il problema è che molti deputati pentastellati sono morosi ormai da mesi. Tra questi figurano anche due pezzi da novanta come Manlio Di Stefano, il sottosegretario agli Esteri, e Lorenzo Fioramonti, il ministro dell’Istruzione. Sì esatto, quello che voleva tassare le merendine.

Le mancate restituzioni di Fioramonti

Fioramonti moroso per tutto il 2019

Questi dati sono tutti verificabili. In particolare sul sito Ti rendi conto, dove il M5S mostra al pubblico quali sono i parlamentari che hanno restituito il denaro e quali, invece, fanno i furbetti. E Fioramonti, il ministro grillino più globalista e anti-italiano, è moroso dall’inizio dell’anno. L’ultima rendicontazione risale infatti a dicembre 2018. Da allora il ministro dell’Istruzione, tra una merendina e l’altra, ha fatto letteralmente lo gnorri. La cosa, naturalmente, non ha fatto piacere a molti attivisti dei 5 Stelle, che hanno espresso tutto il loro disappunto in una email inviata a tutti parlamentari pentastellati.

La protesta degli attivisti

Nel testo dell’email – divulgato dall’Adnkronos – si può infatti leggere: «Tu sarai il/la prossimo/a a scappare senza restituire quanto dovuto o quantomeno promesso? Quando pensi di metterti in regola con le restituzioni? Ti ricordo che siete nostri dipendenti in Parlamento ed abbiamo tutto il diritto di chiedere. Qualora avessi provveduto ad inoltrare rendicontazioni successive, ma non fossero ancora state pubblicate, se me ne dai prova, sarà mia cura darne pubblico conto e sollecitare lo Staff». L’email è firmata da Giovanni Amoroso, che conclude così il suo messaggio: «Nella scorsa legislatura ho recuperato circa 50.000 euro da portavoce morosi, in questa sono già a 50.000, non è un fatto personale». Lo stesso Amoroso, del resto, sulla sua pagina Facebook pubblica «l’elenco aggiornato dei supermorosi», tra cui figura appunto anche Fioramonti. Che, ci scommettiamo, non avrà gradito più di tanto il messaggio di sollecito.

Elena Sempione

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