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Roma, 2 nov – Matteo Renzi si dice sicuro: “La legislatura durerà fino al 2023, sicuramente: siamo una democrazia parlamentare e in Parlamento c’erano, ci sono e ci saranno i numeri per un governo che non ci spinga fuori dall’Europa”. Nessuno scricchiolio di governo? L’ex premier è davvero convinto di sostenere fino in fondo questa maggioranza? Stando all’intervista rilasciata a Il Messaggero, sembrerebbe proprio il contrario. Se i pruriti di Renzi sono noti e più volte il leader di Italia Viva non ha esitato a esternarli, quanto affermato oggi suona come un avvertimento al primo ministro Giuseppe Conte.

Sotto sotto infatti, a Renzi non sembra dispiacere una maggioranza guidata da un altro premier. “Dipende da come funziona il governo, non da me. Niente di personale, sia chiaro: a me sta a cuore l’Italia, non il futuro dell’avvocato Conte. Conte è stato il premier di una maggioranza che ha azzerato la crescita in Italia”, ha detto Renzi. “Spero che Conte lavori bene. Faccio il tifo per lui e gli do una mano, oggi, senza farmi film su domani. Che cosa abbia in testa Conte per il suo futuro – ha precisato l’ex segretario del Pd – mi è indifferente: basta che adesso pensi a lavorare per il bene dell’Italia”. Un auspicio che rievoca chiaramente l’ormai celebre “Enrico stai sereno”.

Il doppio ruolo di Renzi

Eppure Renzi stavolta, pur non ricoprendo ruoli di governo in prima persona, è un ago della bilancia fondamentale per la tenuta dell’esecutivo. Il suo cospicuo pacchetto di parlamentari gli garantisce così di giocare un doppio ruolo volpino: da un lato veste i panni dell’arbitro della maggioranza, dall’altro si mostra come ariete all’opposizione. Un Giano bifronte poco credibile ma al contempo apparentemente imperturbabile.

Non a caso l’ex premier, dopo aver augurato lunga vita al governo giallofucsia, ha colto l’occasione per attaccarlo: “Non possiamo alzare le tasse agli italiani. Abbiamo vinto la battaglia per eliminare l’aumento dell’Iva e adesso vinceremo anche quella sulle macchine aziendali, sulla plastica e sullo zucchero. C’è chi rivendica la propria battaglia No Tav, chi quella No Tap. Noi di Italia Viva siamo quelli No Tax”. Poi Renzi ha suggerito pure una serie di iniziative che a suo avviso andrebbero attuate per far quadre i conti, perché “io le leggi di bilancio le ho fatte e le so fare”. Della serie: fate come dico io, altrimenti non starete sereni.

Eugenio Palazzini

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