Roma, 11 lug – I porti chiusi si sono riaperti. La linea dura adottata dal Viminale e, almeno inizialmente, dal governo Lega-M5S contro l’immigrazione clandestina, le Ong e il business dell’accoglienza mostra una prima grande crepa. Il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini subisce una cocente sconfitta sul caso Vos Thalassa, il rimorchiatore italiano (di un armatore che affitta navi alle Ong per il “salvataggio” degli immigrati) che ha preso a bordo una sessantina di clandestini – tra i quali alcuni africani che hanno preso in ostaggio l’equipaggio temendo di essere riportati in Libia – poi trasferiti per ragioni di sicurezza sulla Diciotti della Guardia costiera. Sì perché alla fine la nave militare con a bordo i clandestini approderà oggi pomeriggio a Trapani.
La vicenda peraltro rappresenta un precedente pericolosissimo, come segnalato anche dalla Guardia costiera libica. Il messaggio che passa per i trafficanti di esseri umani e i loro “clienti” è che una volta salvati e saliti a bordo è sufficiente ammutinarsi per farsi portare dove si preferisce, a dispetto della linea porti chiusi del governo italiano.
Nel caso specifico, i clandestini a bordo della Vos Thalassa “sarebbero stati avvicinati alle coste libiche per essere consegnati a noi”, spiega l’ammiraglio Ayoub Qassem, portavoce della Guardia costiera libica. Ora, è la paura più che legittima di Qassem, potrebbero verificarsi altri episodi di “ribellione da parte degli immigrati” per non farsi riportare sulle coste africane.
Questi i fatti: Salvini ha disposto che la nave italiana non doveva assolutamente sbarcare da noi, ma poi con l’ammutinamento e il sequestro dell’equipaggio è intervenuta la nostra Guardia costiera che per salvare i marinai italiani ha preso a bordo gli immigrati. A quel punto il ministro dell’Interno ha ripetuto che i clandestini non dovevano sbarcare in Italia. Ma per verificare le responsabilità penali di coloro che si sono ammutinati alla fine si è deciso di sbarcarli in Sicilia.
Salvini fa buon viso a cattivo gioco e dice: “Se su quella nave c’è gente che ha minacciato e aggredito non saranno persone che finiranno in albergo ma in galera, quindi non darò autorizzazione allo sbarco fino a che non avrò garanzia che delinquenti, perché non sono profughi, che hanno dirottato una nave con violenza, finiscano per qualche tempo in galera e poi riportati nel loro paese“.
Ma il cedimento nella linea comune del governo Lega-M5S ormai è evidente: prima lo scontro con il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli, che ha autorizzato il trasbordo sulla Diciotti per salvare l’equipaggio della Vos Thalassa; poi la polemica con il ministro della Difesa Elisabetta Trenta, che dice che i porti vanno aperti e che “accogliere è bello mentre respingere è brutto” e che per di più – il tutto dalle pagine del quotidiano dei vescovi – ha difeso le Ong; ora lo scontro più delicato, con l’altro vicepremier, il capo politico del M5S Luigi Di Maio. il leader della Lega è deciso: altro che aprire i porti alle Ong a quelle che rispettano le regole, come sostiene Di Maio: “I porti sono aperti solo alle navi delle autorità italiane”, ribadisce Salvini.
Insomma, la battaglia contro l’immigrazione e il business dell’accoglienza è appena iniziata e già mostra armi quasi spuntate (dagli alleati di governo pentastellati, peraltro). Salvini molto probabilmente dovrà cedere su qualcosa se vorrà il pieno sostegno dell’esecutivo. Sul piatto ci sono i tagli ai vitalizi, il conflitto di interessi, il reddito di cittadinanza: tutti i tormentoni della campagna elettorale pentastellata. Primo appuntamento, domani, con gli emendamenti e la votazione della delibera del presidente della Camera Fico. I leghisti hanno annunciato che potrebbero non votarla o addirittura appoggiare l’emendamento di Forza Italia e Fratelli d’Italia, che edulcora la sforbiciata. Salvini e Di Maio sono ai ferri corti: chi cederà? Staremo a vedere.

Adolfo Spezzaferro

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3 Commenti

  1. scusate tanto Redazione, ma è evidente fin dall’inizio che Salvini sta sparando a salve…
    sta solo facendo un po’ lo spaccone per elemosinare qualche briciola dall’UE facendo finta di chiudere i porti…
    Con gente così l’Italia non andrà mai da nessuna parte se non nella direzione in cui è stata spinta negli ultimi anni…

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